Il business della disperazione. Ecco le nuove tratte degli schiavi

//   14 luglio 2011   // 0 Commenti

Sbarchi Lampedusa 300x168Un milione di esseri umani “trafficati” ogni anno nel mondo, 500 mila solo in Europa. 12 milioni e 300 mila persone sottoposte a sfruttamento lavorativo e sessuale. 2.183 criminali denunciati per traffico di migranti in Italia. Il business degli scafisti è ormai cosa risaputa, ma scorrere le cifre emerse da un rapporto del Copasir del 2009 desta comunque impressione. Le statistiche mettono a nudo un’agghiacciante realtà: tra tanto parlare di permessi temporanei, vincoli imposti da Schengen e quant’altro, a Bruxelles e dintorni si dimentica che sulle sponde del Mediterraneo è in corso un vero e proprio traffico di vite umane. La nuova tratta degli schiavi che porta nelle tasche delle organizzazioni criminali tra i 7 e i 13 miliardi di dollari.    La punta del nuovo maledetto triangolo è l’Italia. Le rotte portano principalmente al nostro paese, porta d’accesso all’Europa. I migranti partono da tutto il Maghreb. Dall’Egitto arrivano su tre direttrici: due nel deserto verso la Libia e una, quella proveniente da Sri Lanka, Bangladesh e Corno d’Africa, via mare. Dalla Libia, ancor prima della guerra, i clandestini dell’Africa subsahariana, risaliti nel deserto a bordo di camion, partivano da 5 aree tutte nella Tripolitania. Il Marocco è un Paese di transito dei flussi dell’Africa centrale e nord-occidentale diretti in Spagna e Italia. Dall’Algeria molti sono sbarcati direttamente in Sardegna. Mentre la Tunisia meridionale, ancor prima della crisi politica, è sempre stata tappa intermedia per immigrati provenienti da Niger, Ciad, Ghana, Liberia, Mali, Sierra Leone, Algeria, Marocco, Iraq, Palestina e Sri Lanka.   Per sfuggire al loro destino, i migranti pagano in media 1200-1400 euro, ma il conflitto libico ha portato gli sciacalli del mare ad estorcere fino a 4000 euro a “biglietto” per un totale di 26 milioni di euro incassati nelle ultime settimane. La guerra a Tripoli e il rovesciamento di Ben Ali si sono dunque rivelate una manna dal cielo per i burattinai degli scafisti. Un business della disperazione che, alla luce delle previsioni demografiche (popolazione africana in aumento del 38% nel prossimo decennio, mentre quella europea calerà di 10 milioni d’unità), è destinato ad arricchirsi ulteriormente. Un’emergenza che, volente o nolente, l’UE non potrà continuare ad ignorare.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *