Il buon senso di Mattarella per l’ultima esplorazione

//   4 maggio 2018   // 0 Commenti

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Le esplorazioni e le consultazioni che hanno impegnato le forze politiche e il Quirinale per oltre sessanta giorni hanno liberato il tavolo dalle ipotesi dei governi provvisti di maggioranza organica. L’accordo tra Cinque Stelle e Lega si è rivelato irrealizzabile così come quello fondato su un’intesa tra centrodestra e Partito Democratico. I tre poli non dialogano perché il Pd è alle prese con una sconfitta difficile da metabolizzare e il Movimento 5 Stelle si è rivelato una forza priva di qualsiasi realismo politico visto che ha condizionato ogni possibile alleanza alla pretesa di avere comunque la guida del governo assegnata a Luigi Di Maio.

Sulla carta sembrerebbe che l’unica strada rimasta per uscire dalla crisi potrebbe essere quella del Governo del Presidente indirizzato al solo scopo di preparare le prossime elezioni dopo aver varato la legge finanziaria a ottobre, scongiurato l’aumento dell’Iva e aver dimostrato all’Europa e ai mercati che il Paese non è allo sbando.

Ma prima di questa strada, che comunque sarebbe segnata dal paradosso di dare vita a una tregua il cui tratto distintivo sarebbe lo scontro a oltranza tra i partiti in vista del nuovo sbocco elettorale, c’è una diversa possibilità ancora inesplorata. Che è difficile e oscura ma che invece di portare alla tregua piena di conflitti potrebbe determinare un conflitto talmente definito e lineare da assicurare comunque una tregua. Questa possibilità è quella del preincarico a un esponente del centrodestra, il designato Matteo Salvini, per verificare la possibilità di raccogliere il consenso non delle forze politiche ma dei singoli parlamentari per una maggioranza vincolata a un programma limitato ma preciso.

Sembra che fino ad ora il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non abbia preso in considerazione l’ipotesi del preincarico al buio a causa della mancanza di indicazioni e riferimenti precisi circa l’esistenza nel Parlamento di un numero consistente di “responsabili” pronto a sostenere il governo di minoranza del centrodestra. Ma perché mai questi “responsabili” nascosti dovrebbero uscire allo scoperto sfidando l’ortodossia oltranzista dei rispettivi partiti in assenza di una prospettiva concreta tesa a evitare la morte anticipata della legislatura?

Logica e buon senso, quindi, vorrebbero che questo ultimo angolo ancora inesplorato del quadro politico venisse illuminato. Mattarella, che è provvisto di queste doti, non deve fare altro che applicarle.

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