Il blocco dell’edilizia

//   15 luglio 2011   // 0 Commenti

crisi edilizia

Il blocco dell’edilizia ha creato enorme disoccupazione nel quadro complessivo di tutte le attività legate alla casa per costruire la quale si muovono enormi flussi di addetti. Chi acquista una casa deve ammobiliarla e dotarla dei servizi necessari per viverci dentro. E si muove l’enorme indotto che crea reddito e profitto.
Da qui il nostro slogan che appare a tutta pagina di “Mondolibero”ultima edizione: “Ferma l’edilizia ferma l’economia!”. La disoccupazione creata dal fermo di questo settore con l’indotto porta ad oltre due milioni di persone senza lavoro. Anche le acciaierie soffrono del blocco dell’edilizia e delle infrastrutture. Ma la penalizzazione delle acciaierie è dovuta in primis dal costo dell’energia di cui il settore siderurgico è insaziabile divoratore, e noi siamo il
paese europeo maggiormente penalizzato dalla mancanza di produzione di energia elettrica e ne dobbiamo importare il 50%, soprattutto dalla Francia ed è energia prodotta da centrali atomiche costruite in gran parte vicino ai nostri confini. Chi ce la vende, come la Francia, non ha mai subito il terrorismo psicologico, come noi italiani che abbiamo concluso di restare senza energia elettrica continuando ad importarla a un costo pari al 34% superiore agli altri paesi europei. Tuttavia è bene sapere almeno che noi siamo esposti allo stesso pericolo dei paesi confinanti che hanno costruito le loro centrali vicinissime ai nostri confini. Perciò dobbiamo subire il male dei costi e il malanno degli stessi pericoli ai quali sono sottoposti i paesi che confinano con l’Italia.
Tuttavia la nostra consolazione consiste nel sapere che per gli stupidi (come noi) non c’è paradiso.


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