Il biscotto dell’Olimpo

//   4 agosto 2012   // 0 Commenti

Richiamo dell'arbitro a Cina e Corea del Sud

CINA BISCOTTO COREANon tutte le ciambelle escono con il buco.

In questa raccapricciante storia, però, non ci sono nè ciambelle nè buchi, ma un…biscotto a cinque cerchi.

Ha Jung-eum, Kim Min-jung, Kim Ha-na, Jung Kiung-eung, Wang Xiaoli, Meiliana Jauhari, Greysia Polii e Yu Yang. Non è una filastrocca in cinese antico, ma l’elenco delle protagoniste di questa vicenda che definirei pasticciere, più che atlete. Davanti al pubblico allibito della Wembley Arena, le giocatrici di Badminton (sport simile al tennis) della Cina, della Corea del Sud e dell’Indonesia hanno dato vita a qualcosa a cui il calcio, specie quello italiano, è ormai abituato ma che è davvero raro riscontrare in un Olimpiade.

Tutte e 3 le nazioni sono giunte alla 3° ed ultima giornata dei gironi con in tasca già la certezza della qualificazione e con un sorriso malizioso sotto i baffi: per un paradosso sportivo, le squadre avrebbero preferito perdere l’ultima gara del girone per evitare abbinamenti sfavorevoli nelle fasi successive del torneo.

Trasformare un’ “atleta” in attore teatrale nel giro di poche ore non è impresa facile…tutto lo stadio si è infatti accorto della “messinscena” e cori molto espliciti (“Out! Out!”) hanno invitato l’arbitro a prendere provvedimenti. Dal canto suo Torsten Berg, l’arbitro appunto, ha estratto più volte i cartellini neri per ammonire le compagini di teatranti.

Mentre i telecronisti della britannica BBC ripetevano allibiti una sola parola, “Incredible“, i fischi del pubblico pagante (e oserei dire ben-pagante!) riecheggiavano nel tempio del tennis europeo.

Il giorno dopo, però, il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) si è messo comodo su un divano in ecopelle e, tra i pop-corn, ha rivisto alla moviola tutti i replay delle partite incriminate: quasi tutte le battute finivano, stranamente, per infrangersi sulla rete, le atlete sembravano alla loro prima esperienza con la racchetta…vista la facilità con cui il volano prendeva la via delle nuvole e mancava soltanto che il radiocronista dicesse (come nei Simpson): “La palla è dentro…il parcheggio.”

Senza incertezza alcuna, il Comitato ha dunque deciso di squalificare le 8 colpevoli giustificando tale provvedimento con il comportamento delle atlete ritenuto “non consono all’obbligo di dare il meglio di se stessi, una condotta chiaramente abusiva e lesiva della dignità del proprio sport“.

L’importanza di questa decisione è palese: 3 squadre già qualificate vengono eliminate dalle Olimpiadi, nella capitale del “fair-play”.

Una beffa per Cina, Corea del Sud e Indonesia; una macchia indelebile per le 8 protagoniste del biscotto; una giustizia in nome di quel De Coubertin (pedagogista e storico francese, nonchè fondatore dei moderni giochi olimpici) che, più di 100 anni fa, disse: “L’importante non è vincere, ma partecipare. La cosa essenziale non è la vittoria ma…LA CERTEZZA DI ESSERSI BATTUTI BENE” !


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *