Rimini, al via la terza fase dello sviluppo del Polo universitario

//   20 febbraio 2012   // 0 Commenti

universita rimini 300x167“L’incontro odierno delle Istituzioni riminesi con il Magnifico Rettore dell’Università di Bologna Ivano Dionigi, il primo del Rettore in Romagna dopo la riforma dello Statuto, segna un momento particolarmente importante per la vita e il futuro della sede riminese dell’Università. Comincia nei fatti la terza fase dello sviluppo del Polo universitario”. Così il presidente della provincia di Rimini Stefano Vitali ha presentato le novità inerenti all’Università riminese. Il 2012, dunque, sarà un anno di svolta per l’istruzione: “Negli ultimi mesi, attraverso un lavoro capillare, si sono definiti e sistemati razionalmente tutti i pezzi del puzzle affinché ogni investimento sulla sede di Rimini (contenitori, ricerca, docenti) corrispondesse, fosse coerente e dialogasse con la vocazione e le eccellenze del territorio e le linee di sviluppo delineate dalle istituzioni locali – ha proseguito- Finalmente c’è da parte dell’intero sistema Rimini, pubblico e privato, la consapevolezza che solo condividendo e discutendo assieme all’Università di Bologna i reali contenuti e progetti si garantiranno le condizioni per quel salto di qualità che vede legati indissolubilmente il territorio e l’ateneo. Tutto questo in un rapporto paritario, trasparente, non frammentato, alla luce del sole.

Il presidente ha poi annunciato i prossimi interventi. “Nel dettaglio nelle prossime settimane verranno definiti nei particolari ruoli e risorse per opere strategiche certe, mirate a uno sviluppo della sede universitaria che trovi respiro e senso nello sviluppo contestuale della città e del territorio. Si tratta, ad esempio, del completamento dei lavori al Leon Battista Alberti, del San Francesco e del recupero dell’ex macello di via Dario Campana sul quale, in particolare, oggi si è concordato di lavorare progettualmente sulle funzioni, mettendo assieme Comune, Provincia, Università e Regione. Ma al di là della singola opera, reputiamo significativo questo rilancio metodologico sui canali di comunicazione tra università e Rimini; il migliore e più franco viatico per tutelare quello che a tutti gli effetti deve essere considerato un patrimonio di una comunità intera”.


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