“I sogni della Belle Epoque nei ritratti di Corcos” una mostra a Palazzo Zabarella a Padova

//   24 novembre 2014   // 0 Commenti

1 foto Corcos- copyright Masha Sirago

Gli occhi magnetici di Elena Vecchi accolgono e accompagnano i visitatori nella più completa antologica, finora mai realizzata, su Vittorio Corcos (Livorno 1859 – Firenze 1933), uno dei protagonisti della cultura figurativa italiana fra Otto e Novecento, in programma dal 6 settembre al 14 dicembre 2014, a Palazzo Zabarella a Padova. “In un ritratto, quel che conta sono gli occhi; se quelli riescono come voglio, con l’espressione giusta, il resto viene da sé”, era solito affermare Vittorio Corcos.

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Palazzo Zabarella - foto Masha Sirago

Gli oltre 100 dipinti esposti e provenienti da collezioni pubbliche e private sono in grado di ripercorrere la sua vicenda artistica, attraverso i suoi più noti capolavori, e numerose opere inedite. La protagonista di “Sogni” (1896, olio su tela, cm. 161×135), uno dei capolavori della pittura di fine Ottocento, talmente popolare da superare la fama del suo autore, è diventata, grazie alla forza del gesto e dello sguardo, come alla suggestiva ambientazione, l’immagine più emblematica della cosiddetta Belle Époque di cui ben rappresenta l’atmosfera sospesa tra sentimenti decadenti, sogni dorati e una sottile inquietudine. Esposto per la prima volta alla “Festa dell’Arte e dei Fiori” di Firenze nel 1896, il quadro aveva destato un “chiasso indiavolato” e provocato un acceso dibattito sul significato da attribuire a quell’intenso ritratto di giovane donna, rappresentata in una posa sconveniente e con lo sguardo sfrontato, superba interprete di una femminilità moderna e inqueta, paragonabile alle audaci eroine di D’Annunzio e Gozzano. L’opera è proveniente dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma che tante volte ho ammirato.

Curata da Ilaria Taddei, Fernando Mazzocca e Carlo Sisi, la mostra a Palazzo Zabarella accoglie i visitatori con l’unico “Autoritratto” (1913) visibile a fianco del “Ritratto della moglie”.

La prima sezione presenta i luoghi magici che, da Parigi a Forte dei Marmi a Castiglioncello, hanno visto scorrere l’esistenza di Corcos, e i ritratti degli amici e delle importanti personalità che ha frequentato, tra cui l’Imperatore Guglielmo II di Germania, Giosue Carducci, Silvestro Lega, Pietro Mascagni e molti altri, dei quali ha tramandato le immagini non convenzionali, ma di taglio modernissimo, ai posteri. Di particolare rilievo sono gli impressionanti ritratti del critico Yorick (1889) e del grande editore milanese Emilio Treves (1907).

Alcune opere in mostra, come “Ore tranquille” (1885 circa) e “Jeune femme se promenant au Bois de Boulogne”, o come i ritratti en-plein air de “Woman with dog” e “La figlia di Jack La Bolina” (1888) rappresentano il periodo che Corcos visse a Parigi dal 1880 al 1886 e che insieme a Boldini e De Nittis lo vide protagonista della cosiddetta pittura della vita moderna.

“Le istitutrici ai Campi Elisi del 1892”, uno dei vertici dell’artista livornese, che raffigura una scena ambientata in una dorata giornata d’autunno in uno dei luoghi più affascinanti di Parigi, testimonia quanto Corcos abbia mantenuto costanti rapporti con la capitale francese, ma anche con l’Inghilterra, e come la sua pittura si evolva verso soluzioni sempre più raffinate in un continuo dialogo con la pittura europea.

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Palazzo Zabarella - foto Masha Sirago

Dopo il 1900, l’artista riesca a perfezionare la fortunata formula del ritratto mondano e una serie di dipinti, alcuni di grandi dimensioni, lo confermano e lo ripagano della sua maestria su committenza: il ritratto della “Contessa Carolina Sommaruga Maraini” del 1901, conservato alla Fondazione per l’Istituto Svizzero di Roma, di “Lina Cavalieri” (1903), la “Venere in terra”, come la definì D’Annunzio, e di “Isadora Duncan”, la creatrice della danza moderna. Sono immagini modernissime che anticipano, nell’ambientazione, nella posa, e negli sguardi, le icone dello star system  hollywoodiano. Il pennello di Corcos le accarezze tutte, indugia sui particolari degli abiti, dei gioielli, con un gusto sottile che ha pochi rivali. I confini tra pittura a fotografia sembrano fondersi nel ritrattto di “Ettore Ravà” (1913) e de “Il Marchese Riccardo Mannelli Galilei Riccardi” (1915).

L’ultima sezione, “La luce del mare”, rivela come i suoi soggiorni a Castiglioncello, a partire dal 1910, sembrano riportarlo all’osservazione della realtà e alle gioie della pittura en plein air. Esemplari sono “In lettura sul mare” (1910 circa), straordinario ritratto di gruppo dall’atmosfera sognante che ricorda gli universi struggenti di Čechov o di Morte a Venezia; o “La Coccolì” (1915), il ritratto dell’amata nipotina sorpresa sulla spiaggia di Forte dei Marmi.

All’interno del percorso anche un confronto con artisti quali Giuseppe De Nittis, Léon Bonnat, Ettore Tito e altri, coi quali Corcos ha intrattenuto un rapporto di lavoro e di amicizia. (Masha Sirago, foto ©copyright Masha Sirago, mashasirago@gmail.com)

Info:

Palazzo Zabarella

via San Francesco 27 – Padova

6 settembre – 14 dicembre 2014

www.zabarella.it


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