I sardi sono pronti a cacciare Sciupone?
// 3 luglio 2012 // 0 Commenti
In questi giorni in Sardegna è giunto l’opprimente anticiclone Scipione (da non confondere con il nostro famigerato onorevole Emanuele Sciupone) che, tra umidità insopportabile e caldo torrido, leva quel poco di respiro che c’è ancora rimasto. La sensazione è tremenda ma ci consola il fatto che da oggi Scipione invecchierà e la sua capacita di opprimere i sardi sarà spazzata via da nuove emergenti forze della natura che avranno la meglio su quello che oggi sembra essere il più forte, il più bello il più grande.
E, invece, cosa sarà del anticiclone Sciupone che da oltre quarant’anni trangugia i soldi dei sardi per premiare solo i suoi amici e far scappare quelli bravi che trovano fortuna solo fuori dall’Isola? Ma quando arriverà anche per lui il momento di levarsi di torno? Dipende solo da noi! Sciupone ha in mente un disegno preciso: vuole mortificare il movimento referendario eludendo gli impegni assunti con 525.000 sardi. La sua speranza è che tra un anno la gente dia la colpa a noi di “Sardegna si cambia” e dica che è stato inutile votare i referendum perché sarà sempre come nel 1993: a marzo gli italiani abolirono con il finanziamento pubblico ai partiti e, a dicembre dello stesso anno, il parlamento italiano lo ripristinò senza vergogna e senza pagare pegno. La speranza è che, invece, Sciupone abbia fatto male i conti e che questa volta non riesca a passarla liscia. Ma è normale, secondo voi, che a dieci giorni dalla legge vergogna sugli disonorevoli stipendi ancora non si conosca l’entità delle nuove buste paga?
Ma è normale, secondo voi, che nessuno sappia quanto scenderà il costo del consiglio regionale dalla mostruosa cifra di 82 milioni di euro l’anno? Di sicuro noi non staremo a guardare, come movimento referendario abbiamo deciso di fare la guerra a Sciupone fino a quando o lui o noi saremo spazzati via,continueremo a cercarlo nelle piazze per chiedergli conto dello scempio di questa scellerata legislatura. Gli diremo cosa noi vogliamo fare e come crediamo di tagliare la spesa pubblica per rilanciare l’economia e migliorare i servizi al cittadino.
Credeteci, si può fare. Non è semplice, ma nemmeno impossibile: si può fare.
Andremo in giro per la Sardegna, staremo in mezzo alla gente e chiameremo Sciupone per chiedergli di dichiarare pubblicamente quale sia la sua ricetta per uscire dalla crisi.I sardi potranno ascoltare le nostre proposte e confrontarle con le sue, solo così capiranno se devono restare avvinghiata alla felicità che Sciupone promette da quarant’anni ma che poi concede solo ai suoi amici o affidarsi a gente nuova con progetti nuovi e credibili. Noi siamo pronti. E voi, cari sardi, referendari e non solo, vi sentite le nuove forze della natura per scacciare Sciupone?
fonte: http://ipratici.it/index.php/blog/onorevole-sciupone/214-i-sardi-sono-pronti-a-cacciare-sciupone
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