I partiti sono l’elemento variabile

//   26 settembre 2011   // 1 Commento

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Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNA VITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

Le stagioni non sono più quelle di una volta, è questo il luogo comune al quale ci aggrappiamo ogni qualvolta cerchiamo alibi e giustificazioni. Gli sbalzi del clima e le improvvise precipitazioni, in ogni periodo dell’anno, dimostrano inequivocabilmente un cambiamento dell’ambiente e della natura che ha operato una trasformazione del pianeta e delle sue assodate abitudini.

L’opera distruttrice dell’uomo e la sua ottusa cecità,  ha reso la nostra società ingovernabile tanto da coinvolgerne tutti i settori della società civile. A tale scempio umanitario bisogna contrapporre urgentemente dei correttivi in grado di preservare e tutelare la collettività.

Uno di questi è certamente la preservazione e la tutela ambientale che non può essere gestito e curato, come nel passato, da lobby concentrate più verso i loro guadagni che alla salvaguardia della salute delle persone. Il tragico evento della centrale nucleare in Giappone, ne ha dimostrato tutta la sua tragicità, quando la società che gestisce l’impianto per giorni ha tenuto nascosto al mondo intero la realtà drammatica ammessa più tardi.

Sempre più spesso l’economia e la finanza invadono e  trasbordano le proprie competenze e gli affari nel raggio d’azione dell’essere umano preda di un gioco vizioso e viziato da capitali investiti in settori delicati ed inviolabili. L’uomo è la prima vittima sacrificale di faccendieri spregiudicati che utilizzano il “potere” per varare progetti il cui fine è unicamente il lucro.

Bisogna fare muro. La nostra deve essere una consapevolezza ed una certezza che ci proviene dall’arma più efficace che abbiamo in democrazia: il voto. Ci dicono che la crisi economica viene da lontano e che il nostro paese è solido. Eppure il contagio c’è eccome, lo si nota nelle nostre case, nella vita quotidiana. La disperazione, il dramma di intere famiglie, la mancanza di un posto di lavoro rende il futuro impraticabile ed oscuro. Ed i nostri politici che fanno? Semplice, litigano su tutto, che altro possono fare!

Il momento è adatto, un cambiamento radicale e deciso va operato. La nostra classe politica va riformata e con loro anche i partiti che la compongono. Siamo noi cittadini i loro “datori di lavoro”, non il contrario. Siamo sempre noi che decidiamo chi mandare o meno  a rappresentarci. Quindi, niente paura, possiamo farcela e votare secondo coscienza chi ha programmi e progetti basati sul fare e sulla realizzazione pratica di riforme assolutamente necessarie per il nostro paese.

Oggi che sono un uomo maturo ed attempato noto che gli stessi politici di quando ero adolescente sono sempre lì a dettare le regole ed a decidere su di me e  per i miei figli. Facce di bronzo che si riciclano, un po’ come avviene per le banconote false, sul mercato elettorale transitando di qua e di là, tradendo persino, il loro mandato.

Devono sapere che non ne possono più i lavoratori autonomi, quelli delle piccole imprese, come Enzo “il parigino” che porta avanti un piccolo ristorantino,  con sacrifici immani o Francesco il “carrozziere” che fa vivere cinque famiglie di operai dipendenti. Lo sanno i lavoratori dello Stato che vedono restringersi sempre di più la busta paga. I pensionati, sull’orlo della povertà. Le famiglie, oppresse dal destino di non poter vedere “sistemati” i loro figli.

Il punto del non ritorno è stato superato. Come per l’ambiente e la natura circostante, dobbiamo operare scelte oculate e mirate. Il primo obiettivo, come dicevo, è sostituire chi ci ha condotto a tale scempio. Non abbiamo scelta.


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1 COMMENT

  1. By mauro pantano, 13 dicembre 2017

    L’idea di rinnovare l’intero parco di rappresentanza politica e pienamente condivisibili oltre che necessaria per la rinascita di un Paese da troppi anni alla deriva non solo ecomonica ma anche di principi e valori.
    Il popolo è stufo del teatrino offerto giornalmente da una classe di rappresentanza satolla di privilegi ed incapace di assicurare agli onesti lavoratori una vita decorosa ed un futuro previdenziale adeguato.
    Il primo passo da fare è quello di recuperare il diritto del popolo di scegliere la sua rappresentanza parlamentare, sottraendola ai capi e capetti di partito.
    Basta con le torbide scelte di rapresentanza politica che offendono la sovranità popolare.
    Il tempo è scaduto, è necessario fare subito il possibile per cercare di rimediare al disastro.

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