I nuovi cattivi maestri del nostro tempo

//   31 marzo 2017   // 0 Commenti

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Non si può indire un referendum per chiedere agli italiani se vogliono o meno uscire dall’Euro. Non si può perché la Costituzione vieta l’uso dei referendum sui trattati internazionali. Dunque, se si vuole proprio chiedere al popolo italiano se intende rottamare o conservare l’Euro bisogna prima cambiare la Carta costituzionale. Ipotesi non impossibile ma, come si è visto con la modifica della Costituzione conclusasi con il referendum del 4 dicembre scorso, di lunghissima durata, tale da rendere del tutto irrealistico proporre il referendum sull’Euro e sull’Europa unita.

Ma se questa possibilità è di fatto preclusa, perché mai i Cinque Stelle continuano senza posa a proporla come la loro stella polare nella linea di politica estera che contano di portare avanti una volta vinte le elezioni e conquistato il Governo? La risposta è semplice. Non avendo elaborato una qualsiasi politica estera su Unione europea, Euro, Nato, Medio Oriente e quant’altro, i grillini si aggrappano alle dichiarazioni che colpiscono l’immaginazione popolare e possono provocare un effetto elettorale positivo. Come si può lisciare il pelo in chiave elettoralistica a una parte di opinione pubblica abituata da anni di demagogia di basso conio a considerare l’Europa la principale responsabilità della crisi? Semplice, basta ripetere in continuazione la favola del referendum irrealizzabile e si continueranno a raccogliere consensi e apprezzamenti non solo dalle fasce meno avvertite dell’opinione pubblica, ma da quella parte della cosiddetta intellighenzia nazionale che, dopo essere stata al servizio dell’egemonia culturale comunista avallando ogni genere di falsità, oggi cerca di salire sul carro della nuova egemonia avallando di buon grado ogni genere di sciocchezza.

Marx diceva che quando la storia si ripete il dramma diventa farsa. E, quindi, ora che la storia dell’egemonia si ripete, le bugie diventano corbellerie. Il risultato, però, è lo stesso: una serie di cattivi maestri mettono la loro presunta capacità di pensiero al servizio di chi rischia di provocare danni irreversibili al Paese non a causa di una ideologia distorta e sbagliata, ma a causa di una totale assenza di conoscenza e di pensiero. La colpa dei cattivi maestri di un tempo era gravissima. Quella dei cattivi maestri di oggi molto di più. Perché un conto è avallare un’ideologia sia pure sbagliata, un altro il sottovuoto spinto!

Fonte: l’Opinione

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