I nordes tin si sentono sempre più poveri e retrocessi socialmente

//   10 giugno 2018   // 0 Commenti

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Svolge le funzioni di Apripista all’insieme di Eventi di Celebrazione de La Grande Guerra, la Mostra aperata al pubblico a partire dal 9 Giugno e presentata l’8 ai Musei Civici agli Eremitani intitolata  La Grande Guerra attraverso l’Opera Incisa di Anselmo Bucci. Che presenta il Materiale Grafico della Trilogia di Anselmo Bucci (1887/1955)  nato a Fossombrone (Pesaro), con un lunghi trascorsi giovanili in Veneto prima a Cittadella poi ad Este studiando al Liceo Classico Ca’ Foscarini di Venezia e da 1094 andato vivere a Monza, spostandosi però a Parigi dal 1906 al Maggio del 1915 quando rientrò a Milano per Arruolarsi come Volontario Ciclista nel Battaglione Lombardo dei Ciclisti e Automobilisti. Avendo come colleghi di Reparto nomi indimenticabili dell’Arte come Boccioni Marinetti, Carlo Erba, Mario Sironi ed altri ancora; dai quali si distinse nel suo Ritrarre la Grande Guerra, per il fatto che diversamente dagli altri la sua attenzione non si fissò sui ritratti dei soldati, ufficiali ecc., ma bensì  su tutto l’insieme delle Situazioni Tipiche e Comportamenti che la Caratterizzavano, quali ad esempio il militare che scrive a casa, l’avanzata sotto il fuoco nemico,, la pulitura delle armi, il lavoro svolto dai ciclisti e motociclisti, le armi in se e così via. Tre come detto  le grandi Raccolte Grafiche che derivavano, la 1 a pubblicata da D’Alignan, dalla mostra esposizione per la 1 a Volta di  Genova come raccolta fondi per indumenti di lana per  soldati nel 2017 con 50 Opere Puntesecche venne chiamata Coquis du Front Italien con intagli in buona parte riportati su lastre di zinco poco dopo l’ideazione iniziale  di disegni dal vero su carta ed altre invece direttamente intagliate su matrici al momento quindi con bordi poco rifilati  con uso di una punta per incidere il metallo e creare le cosiddette barbe di rialzo con ruvidi solchi sempre espressione di racconto spontaneo, con partecipata umanità e senza retorica e toni tragici. La 2 a Serie realizzata nel 1918 dove seguendo egli l’avanzata sul Piave e le Operazioni della Marina a terra le opere vennero pubblicate da Alfieri e Lacroix con il Titolo Marina a Terra, anche questa volta 50 Litografie che documentano la vicende del Reggimento Marina sul Piave prendendo il titolo dalla raffigurazione di un Lagunare imponente e monumentale che prone il proprio corpo a scudo contro l’avanzata del nemico e pure in questo caso figura spontanea e ed affatto retorica. Con la fine della Guerra nel 2019 in un via vai tra Italia e Francia, Belgio ed Olanda, ha forti contatti in particolare con Milano collaborando alla Rivista Ardita Mensile Culturale del Popolo d’Italia animato da Margherita Sarfati con il suo Salotto, richiamando nuovamente la Guerra nelle 12 Grandi Tavole Litografiche denominate Finis Austriae, illustrazioni originariamente pensate come Inno alla Vittoria divenute però concentrate sulla Disfatta Austriaca. Accanto alle opere artistiche sono presenti volumi da lui scritti e disegnati  ed alla sua personalità di artista, che a partire dal 1920 lo portò a diventare una Presenza Costante alla Biennale di Venezia fino al 1954. Fu poi tra i Fondatori con Sironi, Funi, Dudreville, Malerba, Marussig, e Oppi del Gruppo Artistico del Novecento dal quale però si allontanò nel 1929; mentre come espressione del suo genio vanno ricordati ad esempio la progettazione dell’arredo a Trieste nel 1925 di 3 Piroscafi destinati purtroppo ad essere affondati guarda caso proprio nei bombardamenti  della Seconda Guerra Mondiale nel corso della quale venne nominato Pittore di Guerra e subendo nel 1943 la distruzione del suo studio di Milano sempre per bombardamenti spingendolo pertanto a tornare nella casa paterna di Monza dove venne mancare nel 1955, praticamente un anno dopo che la Calcografia Nazionale di Roma gli aveva dedicato una mostra antologica della sua intera opera grafica.

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