I Giusti: per non dimenticare l’orrore dei genocidi e ricordare i coraggiosi che si sono adoperati per gli altri

//   3 ottobre 2011   // 0 Commenti

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Da ieri, domenica 2 ottobre, quarta giornata dei Giusti del Mondo, ci sono nove nuovi alberi nel Giardino dei Giusti del Mondo di Padova a ricordare coloro che hanno rischiato la vita per contrastare la cultura del genocidio. I nuovi arbusti costituiscono anche la prima tappa del Cammino, un percorso di una trentina di chilometri che collega Padova al mare Adriatico, in loro onore. Tra gli undici Giusti celebrati spicca il nome di Gino Bartali che disse: “Non sono un eroe. Gli eroi sono altri; quelli che hanno patito nelle membra, nelle menti, negli affetti. Io mi sono limitato a fare ciò che sapevo fare meglio: andare in bicicletta” nascondendo nel tascapane i passaporti per gli ebrei.

I Giusti sono: Gino Bartali, Sofija Binkiené, Eros Borile, Vito Giorgio, Vito Misuraca, Tullo Centurioni, Fethiye Çetin, Anatole France, Gabriele Moreno Locatelli, Emilia Marinelli Valori, Chiune e Yusiko Sugihara.

giustiNon è una cosa comune riconoscere l’impegno delle persone che con enorme coraggio hanno saputo salvare altre persone, molte volte dando la vita – sostiene il sindaco Flavio Zanonato presentando l’evento – Questo tipo di iniziativa proposta da Giuliano Pisani e realizzata in questi anni, consente, quando si ricordano le cose drammatiche della nostra storia, di riflettere sul fatto che ci si può opporre, che il destino non è inevitabile, che anche nelle situazioni più difficili si può fare qualcosa per gli altri. Il monumento che si trova nel Giardino mostra come la follia può piegare a un ordine. Sopra, sulla collinetta, gli alberi che ricordano i Giusti e, il Cammino dei Giusti, per ricordare la storia fatta di crimini ma anche di tanta generosità”.

Un messaggio per i giovani che anche quest’anno sono stati coinvolti nell’iniziativa. Un’occasione per loro, per imparare, guardando oltre i testi scolastici, la nostra drammatica storia, tra il ’43 e la liberazione. Un’occasione per imparare anche che in mezzo a tanti efferati personaggi vi erano persone semplici che si sono battute per salvare dei perseguitati. I ragazzi delle scuole hanno partecipato all’evento sistemando simbolicamente i nuovi alberi e leggendo le motivazioni che precedono lo scoprimento delle steli recanti i nomi dei Giusti.

Giusto è colui che si è adoperato in modo concreto per la salvezza dei perseguitati, che è intervenuto a favore della verità storica contro i tentativi di giustificare il genocidio o di occultare le tracce dei misfatti e le responsabilità dei carnefici. Nel Giardino dei Giusti del Mondo ogni albero genera una vita, ogni pianta ha un nome, quello del Giusto che ha dato la possibilità ad un uomo di salvarsi, di poter vivere, di poter essere testimone per le future generazioni del bene ricevuto, della storia.


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