Una delegazione italiana in Marocco per parlare di regionalismo e cultura

//   2 aprile 2012   // 0 Commenti

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Una delegazione italiana, cui hanno fra gli altri partecipato il calabrese Domenico Naccari, consigliere delegato del sindaco di Roma Gianni Alemanno e il senatore Gian Guido Folloni, presidente di “Isiamed”, l’istituto italiano per l’Asia e il Mediterraneo, è stata ospite nei giorni scorsi del regno del Marocco, dove ha partecipato a Laayoune, capitale della regione del Sud Sahara, al tradizionale Moussem di Tan Tan, evento annuale di valorizzazione delle etnie locali riconosciuto come patrimonio immateriale dell’Unesco. Nel corso della tre giorni, il regno guidato da Mohammed VI ha promosso una conferenza internazionale per discutere della nuova architettura costituzionale che sta prendendo corpo dal processo di riforme democratiche avviato dal sovrano marocchino. La delegazione italiana, relazionando sul modello italiano del regionalismo italico, ha apportato un importante contributo in termini di idee e di proposte. L’onorevole Naccari dopo aver illustrato i passaggi normativi su cui si basa il regionalismo in Italia ha sottolineato il carattere delle autonomie locali italiane, le funzioni decentrate, il ruolo delle città metropolitane e le speciali attribuzioni di Roma Capitale. «Il Marocco – ha detto Domenico Naccari – è un partner importantissimo dell’Italia e dell’Europa. Il processo di riforme democratiche avviate dal paese arabo è stato accolto con grande favore dalla comunità internazionale. L’auspicio è che queste trasformazioni possano segnare un nuovo assetto costituzionale capace di garantire un graduale processo di modernizzazione del Marocco nell’alveo del rispetto del diritto internazionale. Il modello italiano di decentramento amministrativo di cui abbiamo ampiamente parlato a Laayoune, potrebbe rappresentare l’architrave di una nuova e moderna edificazione del paese arabo, in un’ottica di integrazione ai principi democratici universali e al contempo di conservazione dell’identità storica, culturale e religiosa di cui il Marocco deve essere orgoglioso». Naccari ha poi parlato con alcuni leader marocchini dell’esperienza associativa che la Fondazione “Calabria Roma Europa”, di cui è presidente, sta portando avanti con le autonomie locali calabresi : «Un esempio di aggregazione utile a mettere in rete il patrimonio di eccellenze delle nostre terre e promuoverlo in tutto il mondo». Partecipando al Moussem di Tan Tan, evento di promozione delle etnie annoverato nell’UNESCO, il delegato di Alemanno ha ricordato la “Varia” di Palmi (Rc), celebre festa popolare cattolica candidata nell’organizzazione dell’ONU come patrimonio immateriale dell’umanità.


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