Happy Birthday Bob Marley! Il video

//   6 febbraio 2012   // 0 Commenti

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marley1Robert Nesta Marley,il suo vero nome, nasce il 6 febbraio 1945 a St.Ann, in Jamaica. È figlio di Norval Sinclair Marley, un ufficiale della marina -bianco e di mezza età- e Cedella Malcom, una ragazza indigena di 18 anni. Per la pressione della famiglia, il padre di Bob passa poco tempo con il figlio, lasciando la madre e il piccolo al loro destino. Marley trascorre l’infanzia nella città di Nine Miles, ma nel 1957 si trasferisce con la madre a Kingston, stabilendosi nel quartiere Trenchtown, cosi chiamato perchè costruito sopra un canale che irriga i campi della vecchia Kingston. Qui incontra Neville O’Riley Livingstone, meglio conosciuto come Bunny, e i due ragazzi fanno subito amicizia. Entrambi sono appassionati di musica, specialmente quella di Ray Charles, Fats Domino e Curtis Mayfield, conosciuti attraverso le stazioni radio americane.

Verso la fine degli anni ’50, Bob finisce la scuola e lavora come saldatore, trascorrendo il tempo libero a perfezionare la voce con Bunny. I due amici trovano un insegnante nel cantante Joe Higgs, noto abitante di Trenchtown. Attraverso Higgs, incontrano Peter McIntosh, un altro giovane del luogo. Nel 1962, Marley realizza il suo primo singolo “Judge Not”, prima di formare gli Wailing Wailers con Bunny e McIntosh. La band si concentra sullo ska, che a quei tempi brucia le classifiche, e pubblicano il loro primo singolo, “Simmer Down”, con la Coxsone Label. Il singolo raggiunge la N.1 in Jamaica e vi rimane per 2 mesi. Gli Wailing Wailers – Marley, Bunny, McIntosh, Junior Braithwaite e le coriste Beverly Kelso e Cherry Smith – hanno successo e realizzano diversi singoli, in stile Rude Boy. Dopo pochi anni tuttavia, Braithwaite, Kelso e Smith lasciano la band.
Il 10 febbraio 1966, Marley sposa Rita Anderson, e il giorno dopo partono per trascorrere 8 mesi negli Stati Uniti con la madre e il suo nuovo compagno. Nel 1967 ritorna in Jamaica ed entra a far parte del movimento Rastafarian. Il cambiamento si manifesta nella musica. Con Bunny e McIntosh, Bob forma gli Wailers, spostandosi dallo ska verso un ritmo più lento e sulla scia rock. La cultura dei Rude Boy viene sostituita da un nuovo spirito e messaggio sociale. La band fonda un’etichetta propria, la Wail ‘n’ Soul, ma a causa dell’inesperienza in questo campo, fallisce entro la fine dell’anno. Gli Wailers prosperano come autori per il cantante americano Johnny Nash, prima di collaborare con il produttore Lee Perry e registrare alcune hits reggae, tra cui “Soul Rebel”, “Duppy Conqueror” e “Small Axe”. Nel 1970 il bassista Aston ‘Family Man’ Barrett e suo fratello, il batterista Carlton, si uniscono agli Wailers. Con l’aggiunta di una solida sezione ritmica gli Wailers diventano le superstar dei Carabi.
L’anno dopo, con lo scopo di ottenere un successo internazionale, Marley incontra Chris Blackwell della Island Record di Londra per un contratto discografico. Dopo l’accordo, fonda la Tuff Gong label sotto la supervisione della Island record. Grazie alla possibilità di supporti di registrazione prestigiosi, gli Wailers realizzano quello conosciuto come il primo reggae album, “Catch A Fire” del 1972. Dopo un tour americano e uno inglese, il gruppo torna in studio per registrare “Burnin’”, pubblicato nel 1973. Gli Wailers continuano sull’onda del successo, suonando come supporto a grandi artisti americani come Bruce Springsteen e Sly and the Family Stone. Tuttavia i tour iniziano a pesare sulla stabilità della band, e verso la fine del 1974 Bunny e McIntosh lasciano la band. I due iniziano con successo la carriera solista come Bunny Wailer e Peter Tosh. Marley si concentra sulla band, rinominata Bob Marley and the Wailers, rimpiazzando le armonie vocali con le I-Trees, un trio che comprende la moglie di Bob, Rita, e Marcia Griffiths e Judy Mowatt.

marley3“Natty Dread” esce nel febbraio 1975. Entro l’estate, Bob Marley and the Wailers, con il chitarrista Al Anderson e il tastierista Bernard ‘Touter’ Harvey sono di nuovo on-the-road, suonando in un tour di successo. La due serate al Lyceum Ballroom di Londra vengono selezionate per l’album “Live”, dello stesso anno. Il 1976 vede l’uscita di “Rataman Vibration” e un successo critico e commerciale. La band viene nominata Band of the Year dal magazine Rolling Stone. Il messaggio politico-sociale di Bob Marley sulla libertà e l’uguaglianza trova ispirazione e parla con chiarezza alla gioventù dei ghetti Giamaicani. Per riconoscenza al loro supporto organizza un concerto gratuito al National Heroes Park di Kingstone. Pochi giorni prima dello show, un commando di sei persone fa irruzione nella casa di Marley e spara ai musicisti, a sua moglie e ai manager Don Taylor e Don Kinsey. Sopravvivono tutti, e Bob torna sul palco per uno dei più emozionanti concerti della carriera.

Nel 1977 esce “Exodus”, seguito da “Kaya” nel 1978. Mentre gioca a calcio durante l’Exodus tour si rompe un dito del piede, ma rifiuta la chirurgia. L’ infortunio sarebbe tornato a perseguitarlo più avanti. Nel 1978 riceve il premio United Nations Medal of Peace per il suo “One Love Peace Concert” in Giamaica. La band continua a lavorare, pubblicando i live album “Babylon by the Bus” nel 1978, “Survival” nel 1979 e “Uprising” nel 1980. Continuano il tour, inclusa un’apparizione alla Cerimonia di libeazione dello Zimbabwe, e uno show di fronte a 100.000 persone a Milano, il più vasto della band. Durante il tour americano nel 1980, Bob si ammala: l’infortunio al dito fa infezione e dopo controlli medici si scopre che un cancro si e’ diffuso al cervello, ai polmoni e allo stomaco.

L’11 maggio 1981 Bob Marley muore in un ospedale di Miami. I suoi funerali a Nine Miles in Giamaica vengono allestiti come fosse un re, e viene premiato con il Jamaica’s Order of Merit, uno dei più importanti riconoscimenti della nazione, per il suo impegno umanitario.

 


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