GUARDIE ZOOFILE AMBIENTALI: ACCRESCERE I LORO POTERI

//   3 maggio 2017   // 0 Commenti

guardie

In Italia sono state costituite varie associazioni di volontariato con lo scopo di formare guardie ambientali e guardie zoofile ambientali. Ma di fatto, di cosa si occupano e quali sono i loro poteri?

Ennio La Malfa, Presidente dell’Accademia Kronos, Onlus che si occupa da qualche anno di formare le guardie zoofile ambientali, con sedi diffuse sul territorio italiano, rimarca la necessità di ampliare le loro competenze e responsabilità, impegnando i loro servizi anche nel controllo dei monumenti e dei siti archeologici lontani dai centri abitati, troppo spesso oggetto di vandalismi o di furti.

Considerando che questi volontari si autofinanziano e si occupano con passione della salvaguardia del territorio e dell’ambiente, della prevenzione e repressione dei maltrattamenti degli animali, della tutela dei parchi e giardini, dell’anagrafe canina, della vigilanza venatoria, del supporto alla Protezione Civile e molto altro, manca ancora una definizione legislativa che inquadra con precisione il loro ruolo e relativi poteri.

Nonostante il mostrato interesse del Ministro Franceschini, la figura della Guardia Volontaria riveste ancora una considerazione “marginale”, anche se durante l’espletamento delle proprie funzioni questi volontari siano rivestiti da una veste di Pubblico Ufficiale come Polizia Giudiziaria.

Eppure la Guardia Ambientale, potrebbe fare parte di quei “green jobs” che i giovani amerebbero con passione, e molti potrebbero essere i fondi a disposizione per le Regioni, poiché l’Europa sostiene una formazione lavorativa intrisa di tecnologia, che oggi risulta a completa disposizione: droni e laser per la mappatura del territorio e controllo dello stato vegetativo, sensori per l’ambiente, il controllo dell’aria e dell’acqua, tutti strumenti indispensabili per pianificare gli interventi di miglioramento e tutela del territorio.

Le hanno chiamate “sceriffi verdi”, “polizia fai da te”, “copia e incolla delle guardie forestali”, “ranger d’Italia”, “pseudo corpi” che si azzardano a copiare, perquisire illegalmente, “improbabili 007” a caccia di discariche abusive… e chi più ne ha più ne metta… Le Onlus sono state accusate di cercare e approfittare dei fondi per disperdere senza creare servizi. Accusare e recriminare in modo generico non porta a niente, quando sarebbe facile creare delle norme da seguire… troppo facile? Troppo burocratico? Troppo tempo?

Come consueto, dobbiamo soppesare entrambi i piatti della bilancia e vero è che le Associazioni dedicate all’ambiente e alla sua tutela proliferano e il rischio che il desiderio di essere utili prevalga sul rispetto delle norme. Emerge allora la prevalente necessità di una formazione precisa, competente e riconosciuta, proprio come sostiene La Malfa, che ritenterà un incontro con il Ministro, con la creazione di un percorso formativo specializzato e una normativa che detti le linee guida di questo settore che porterà alla creazione di posti di lavoro, magari a più livelli di competenza fino a un master universitario. Forza Ennio!


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