Green New Deal: la richiesta di Greenpeace all’UE

//   29 maggio 2019   // 0 Commenti

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I cambiamenti climatici sono un fattore di natura ambientale che, ormai, non preoccupa soltanto gli esperti, bensì anche gli attivisti e i politici stanno ponendo al centro, rispettivamente delle proprie lotte e della propaganda, il mutamento delle condizioni del clima, delle acque e dell’aria.

Per questo l’associazione Greenpeace ha proposto all’Europa un piano volto a riqualificare l’ambiente e a sviluppare un’economia in grado di supportare il cambiamento. Afferma Karsten Smid, Greenpeace Climate Campaigner: “Nel tentativo di salvare l’economia, i nostri leader hanno l’opportunità di sviluppare un piano di stimolo che tagli le emissioni di gas serra e crei centinaia di migliaia di posti di lavoro verdi. Se invece si sceglierà un futuro energetico sporco e pericoloso, la conseguente crisi climatica farà sembrare le difficoltà economiche di oggi insignificanti”.

La richiesta di Greenpeace è che l’Europa prenda in mano la situazione in vista del prossimo vertice ONU, investendo in una ripresa verde dell’economia, e versando circa 35 miliardi di euro l’anno per aiutare le economie in via di sviluppo a ridurre le proprie emissioni di gas serra, proteggere le foreste tropicali e mettere in atto misure di adattamento nei confronti dei cambiamenti climatici.

L’obiettivo proclamato del Green New Deal, è traghettare “il mondo intero verso un’economia a zero emissioni carboniche nette entro il 2050” (non significa eliminarle del tutto, ma compensare le nuove emissioni con sistemi che le assorbono, per esempio le ri-forestazioni). L’aria pulita, l’acqua non inquinata, il cibo sano, vengono definiti “diritti umani fondamentali” e per raggiungere questi obiettivi, lo strumento principale è un “piano di mobilitazione decennale”.

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