Grandi manovre in vista della amministrative 2012

//   4 settembre 2011   // 0 Commenti

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Eu am votat

A meno di un anno dalle elezioni amministrative in Romania sono iniziate le manovre dei partiti per individuare le candidature più idonee a vincere la sfida della prossima primavera.

La partita che si giocherà nei 41 judet e nei comuni, con Bucarest che sarà la posta più importante, probabilmente fornirà un nuovo quadro politico. L’alleanza di sinistra-centro USL ha preferito partire prima dalla divisione dei collegi tra i partiti aderenti, il PSD e il PNL, e solo dopo si potranno individuare i candidati alla poltrona di presidente dei diversi consigli provinciali e di sindaco della città capoluogo. Lo schema di partenza prevede che 22 saranno i canditati di provenienza PSD e 19 quelli invece che fanno riferimento al PNL, in molti casi, almeno 18, si assisterà ad una coabitazione con il presidente provinciale espressione di una formazione mentre il candidato sindaco apparterrà all’alleato. Molte polemiche sono state sollevate circa il metodo con il quale si è giunti a questa determinazione che, come nel caso di Buzau, hanno provocato una vera sollevazione degli iscritti del PSD  costretto a cedere la candidatura dello judet al’alleato.  Molti attivisti ed militanti hanno duramente criticato le scelte di Ponta (PSD) e di Antonescu (PNL) rei di non aver ascoltato le richieste della base e colpevoli di aver proceduto solo ad una spietata spartizione delle poltrone. Per formulare un giudizio complessivo sulla vicenda, crediamo però, si debba aspettare l’ufficializzazione dei candidati che potrebbe riservare ancora molte sorprese e qualche perplessità.

Per quanto concerne i partiti della coalizione di maggioranza sembra delinearsi un approccio ben diverso con il PD-L intenzionato a procedere ad una sorta di primarie interne in cui gli iscritti potranno indicare il proprio candidato. Ma le novità in casa liberal-democratica non finiscono qui, infatti sembra che l’idea di abbandonare il tradizionale color arancio a favore di un nuovo simbolo e colore ( si parla di verde e azzurro ) sia molto più che una possibilità, tant’e che anche il ministro Udrea ne ha parlato in diverse occasioni sia interne al partito che in pubblico. Il PD-L deve assolutamente cercare di rinnovare la propria immagine e di dare una scossa ai propri elettori motivandoli con un progetto ed una piattaforma politica nuova. In questi anni il consenso si è eroso sia per le dure misure adottate dal governo in tempi di crisi economica sia per una certa facilità di alcuni esponenti locali a cedere rispetto ad una condotta morale ed etica retta. Il processo di rinnovamento iniziato con il recente congresso e con l’adozione del progetto di creare un grande partito liberale e popolare di stampo europeo è solo all’inizio e le elezioni del prossimo anno saranno un test importante per verificarne la sua bontà.

L’UDMR conserverà le proprie roccaforti nelle zone di confine con l’Ungheria caratterizzate da forte presenza della minoranza magiara, mentre l’incognita riguarda ancora l’ UNPR che nato da una scissione del PSD dovrà trovare una forma di collaborazione con gli attuali alleati per avere propri candidati.

 

 


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