Grand Hotel di Cervia a rischio sequestro

//   12 gennaio 2012   // 0 Commenti

grand hotel cervia 300x152Cervia – Il Grand Hotel di Cervia potrebbe conoscere a breve la pagina più nera della sua storia. Un sequestro coatto che avrebbe del clamoroso, ma che sarebbe soltanto il triste epilogo di un lungo, inesorabile, declino. Una discesa culminata nel 2005, quando l’elegante hotel finì declassato da 5 a 4 stelle, uno sfregio per l’immagine e storia della prestigiosa struttura. Ora, però, una complessa diatriba legale tra la proprietà e la gestione rischia di affossare definitivamente uno dei simboli del turismo cervese.

Ma procediamo con ordine. Nel 2003 il Grand Hotel viene acquistato dal Cavalier Gino Foschi, per tutti “Veleno”, notissimo imprenditore del ricettivo romagnolo. Nel 2010 “Veleno” dà in affitto la struttura alla società Hotel Cervia srl con sede legale a Rimini. Due anni piuttosto turbolenti che, il prossimo 15 gennaio, potrebbero vedere il loro epilogo con lo scoglimento consensuale del contratto d’affitto. “E’ stata concordata questa azione legale a causa di alcune inadempienze contrattuali da parte degli affittuari – spiega l’avvocato difensore di Cieli Azzurri, la proprietà di Foschi, Giovanni Aristodemo del Foro di Rimini – come ad esempio i mancati pagamenti e la cessione di quote a terzi senza informare il proprietario, come invece era espressamente richiesto nelle clausole contrattuali. Ora, si è deciso di arrivare ad un appodo, per il momento, condiviso, ma se domenica prossima l’azienda non verrà rilasciata dai gestori, secondo le norme di legge, procederemo con il sequestro coatto dell’hotel”.
Di diverso parere la società Cervia Hotel srl che, nonostante l’ultimatum dei proprietari, non pare intenzionato a mollare: “Il 15 gennaio, in effetti, scade il contratto con la clausola del tacito rinnovo – replica l’ad Lorenzo Verì - sono ovviamente a conoscenza della richiesta di rilascio dell’azienda, ma è anche vero che c’è una trattativa in corso con la proprietà. Infatti noi abbiamo tutte le intenzioni di continuare a gestire il Grand Hotel, ma alcune clausole devono essere riviste. Infatti quest’anno la depandance dell’albergo è stata declassata dal Comune di Cervia, da 4 a 3 stelle, e la quota dell’affitto non può non essere ricalibrata in base a questo nuovo declassamento. Da parte nostra, abbiamo avanzato la formale richiesta di farci carico di parte delle spese di ristrutturazione, ecco perchè parlo di una trattativa in corso e dunque ancora aperta. E’ vero – prosegue l’amministratore delegato Verì – che ci sono state cessioni di quote a terzi, a seguito di incomprensioni sopraggiunte con alcuni vecchi soci di Hotel Cervia, mentre non è assolutamente vera l’inadempienza sui pagamenti. Infatti, fino al 15 gennaio, è stato saldato tutto quanto dovuto, anticipatamente, alla proprietà. Concludendo, desidero ribadire la nostra ferma volontà nel continuare a gestire il Grand Hotel”.

Vedremo come andrà a finire e chi la spunterà, ma uno sconfitto c’è già: il povero Grand Hotel, ormai ex simbolo del turismo romagnolo.


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