Gli indignados negli Usa: primo sciopero generale dal 1946

//   2 novembre 2011   // 0 Commenti

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indignados usaDopo New York dove i manifestanti che dal 17 settembre occupano la piazzetta di Zuccotti Park e che ha visto venerdì le autorità sequestrare ‘per motivi di sicurezza’ i generatori elettrici che alimentavano stufette, cucine e computer.

Poi sabato a Denver, in Colorado, dove ci sono stati duri scontri tra i manifestanti accampati al Civic Center Park e la polizia, che ha usato spray urticanti, lacrimogeni e proiettili di gomma, ferendo molte persone.

E ancora Nashville, in Tenessee, dove la polizia statale ha imposto il coprifuoco notturno arrestando i manifestanti che occupavano Legislative Plaza. E a Portland, in Oregon, dove la polizia a cavallo, usando lunghi bastoni, ha dato l’assalto ai manifestanti.

Ora e’ la volta di Oakland, in California, che la tensione rimane alta dopo il brutale attacco della polizia di martedì scorso, nel quale era rimasto gravemente ferito un giovane marine reduce dell’Iraq. E dove mercoledì 2 novembre il movimento ha indetto uno sciopero generale: il primo negli Usa dal 1946.

Il giorno dopo il violento sgombero dell’accampamento in Oscar Grant Plaza, oltre duemila manifestanti hanno rioccupato la piazza indicendo un’assemblea generale nel corso della quale è stato votata e approvata la proposta di sciopero generale.

L’appello è rivolto ai lavoratori e agli studenti, affinché disertino fabbriche, uffici, negozi, scuole e università, per convergere in centro città. “Se gli uffici delle banche e delle multinazionali non chiuderanno, marceremo su di essi”.

Ma l’azione più eclatante programmata per la giornata di sciopero sarà la marcia sul porto di Oakland, uno dei principali terminal commerciali degli Stati Uniti. “Vogliamo bloccare le attività del porto – dichiarano i manifestanti – e anche manifestare solidarietà alla lotta degli scaricatori del porto di Longview contro la Egt”.

Da mesi i ‘camalli’ di questo grande terminal sulla costa pacifica dello stato di Washington sono in lotta contro la decisione della compagnia di licenziarli per sostituirli con lavoratori non sindacalizzati. Lo scorso 7 settembre, centinaia di operai avevano preso il controllo del terminal, danneggiando silos e macchinari, prendendo in ostaggio le guardie private aziendali e gettando in mare le loro auto.

“La Egt – spiega l’appello allo sciopero generale di Oakland – è un esportatrice internazionale di cereali che sta cercando di cancellare di diritti degli scaricatori. L’azienda è controllata dalla Bunge Ltd., multinazionale dell’agrobusiness con 2,4 miliardi di dollari di profitto nel 2010 e stretti legami con Wall Street. Questo è solo un esempio dell’attacco di Wall Street ai lavoratori”.

“Lo sciopero generale di Oakland – prosegue l’appello – dimostrerà le ampie implicazioni del movimento Occupy Wall Street. Il mondo è stanco delle diseguaglianze causate da questo sistema: è arrivato il monento di fare qualcosa al riguardo. Lo sciopero generale di Oakland è un colpo d’avvertimento per l’1 per cento: la loro ricchezza esiste solo perché il 99 per cento la crea per loro“.

Il movimento OccupyDenver ha chiesto ai sindacati dell’American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations di sostenere lo sciopero, ma la risposta è stata negativa.

“E’ impossibile per i sindacati appoggiare un’astensione dal lavoro visto che tutti i contratti hanno clausole anti-sciopero che siamo tenuti a rispettare”, ha dichiarato il portavoce della rappresentanza degli scaricatori dell’International Longshore and Warehouse Union. Solo lo storico sindacato anarchico americano Industrial Workers of the World ha aderito allo sciopero generale di Oakland.


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