Gli altri e noi

//   7 agosto 2018   // 0 Commenti

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Addis Abeba: (si, proprio quella che era stata nostra) ha inaugurato un inceneritore made in China che produce elettricità per 800.000 utenze, acqua e inerti per l’edilizia.
Russia: Putin al volante di un autocarro ha inaugurato il ponte stradale e ferroviario sullo stretto di Kerch, 19 chilometri che uniscono la Russia con la Crimea, eseguito in quattro anni.
Cina: stanno terminando un complesso di ponti, gallerie e isole artificiali sul delta del Fiume delle Perle, che va da Hong Kong a Zuhai e a Macao della lunghezza di cinquanta chilometri (!) che unisce le tre città cinesi e che è stato realizzato in 8 anni.
Stanno anche mettendo in opera un sistema di collegamenti col resto del mondo, sulla nuova Via della Seta (Belt and Road) ed è entrato in funzione un servizio di treni che vanno dalla Cina a Budapest, 11.000 chilometri percorsi in 16 giorni.
Budapest non è il solo terminale europeo di linee cinesi. Altri treni vanno e vengono da Xian ad Amburgo passando per il Kazakistan, la Russia, la Belarus, la Polonia. Un altra linea va da Tungchan ad Anversa. La Belt and Road ha stabilito anche un collegamento ferroviario per il Vietnam. E’ in esecuzione la linea ferroviaria superveloce Pechino-Shanghai che sarà servita da treni che raggiungono i 300 chilometri/ora.
La linea Osaka-Tokio, in Giappone, è in funzione da 50 anni coi treni Shunkzen (proiettile): 500 chilometri coperti in 2 ore e mezza da 800 corse al giorno nei due sensi con ritardi medi di 35 secondi.
La Francia da anni ha corse di Trains Grande Vitesse (TGV) che collegano Parigi con le province periferiche del Paese ( e col tunnel sotto la Manica).
E noi? Pare che procediamo col famoso comando dei battelli della laguna: “ Avanti, piano, quasi indietro”. Le poche iniziativa di modernizzazione trovano sempre opposizione con ritardi dovuti ai vari comitati no-qualcosa; No Tav, No Tap, No Vax…
Il ponte sullo Stretto di Messina: meno di 4 chilometri, oltre 65 anni anni di progetti, sinora ha prodotto solo spesa pubblica in progettazioni, appalti, penali ecc.
La TAV, che ci immetterebbe in un sistema europeo di treni ad alta velocità e che sarebbe la linea di transito est-ovest europea al disotto delle Alpi, procede a passo di lumaca con il tappo della galleria al confine francese, palestra di esercitazioni dei No Tav e di contestatori di ogni genere. I Paesi a nord delle Alpi ringraziano così il corridoio lo fanno loro. Adesso i No Tav hanno anche un altro obiettivo: ostacolare la tratta Brescia – Verona, di una settantina di chilometri, importante in quanto collegherebbe le industrie della pianura lombarda a Verona, snodo del traffico per la linea del Brennero ed il nord-Europa, sulla quale è in costruzione la galleria che abbrevierà il percorso verso Innsbruck.
La TAP: I No Tap prevedono sfracelli ambientali portati dal gasdotto che arriva in Puglia dall’ Albania. Tenuto conto degli inevitabili guasti temporanei dovuti alla posa del tubo, successivamente la campagna ritorna assolutamente come prima. A neanche un chilometro da casa mia passa il gasdotto che da decenni porta in Italia il gas russo dalla Germania. Il tubo corre sotto la campagna: sopra vi sono prati, vigneti, campi di granturco. Unici segni sono ogni tanto, a notevoli distanze, delle paline in ferro con dei numeri e una centralina di controllo, della dimensione di un container, a lato di una strada. Per il resto non ci si accorge di niente.
Per carità di patria si tace delle lotte contro gli inceneritori, i quali, venendo realizzati nei migliori dei casi dopo decenni, quando entrano in funzione risultano già obsoleti.
Il mondo attorno a noi cammina e come in ogni gruppo che cammina, chi si ferma non resta fermo, ma arretra rispetto agli altri.

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