Giustizia: BENEDETTI VALENTINI (Pdl): Su circoscrizioni giudiziarie nessun taglio selvaggio. Rigoroso rispetto della delega.

//   2 dicembre 2011   // 0 Commenti

senatore benedetto_valentini

“Dispiace che al Salone della Giustizia non sia stata invitata una voce ufficiale di chi sostiene il valore della giustizia vicina ai cittadini  e quindi dei tribunali delle città che hanno la “colpa” di non essere capoluoghi di provincia. A maggior ragione, anche a nome del mio gruppo parlamentare, ribadisco, rispetto ad articoli e pronunciamenti tendenziosi, che il testo della legge-delega sulla revisione delle circoscrizioni approvato in “manovra bis” costituisce la mediazione estrema e non modificabile tra gli “accentrazionisti” e i “decentrazionisti” e dovrà essere rigorosamente rispettato dal governo senza forzature o eccessi di delega. La legge del Parlamento ha conferito al governo un mandato abbastanza ampio di riduzione  delle sedi quanto ai Giudici di Pace e alle sezioni distaccate di tribunale, seppure con doverosa attenzione alle specifiche caratteristiche locali. Invece. per i tribunali circondariali ha fissato criteri restrittivi e concetti-guida precisi e significativi, che vanno ben oltre il capoluogo di provincia o l’organismo dei giudici. Prioritario rispetto a qualunque altro criterio dovrà essere il riequilibrio territoriale, demografico e funzionale scorporando territori dai tribunali più grandi e ingolfati per aggregarli a quelli più piccoli confinanti (lettera E della delega). Poi all’esito di tutti gli interventi, ciascun distretto d’appello dovrà comprendere ” non meno di tre degli attuali tribunali con relative procure della Repubblica” (lettera F della delega). Potranno essere residualmente accorpati solo i tribunali che provatamente non beneficino di tali previsioni, che sono vincolanti. Ciò risponde alla equilibrata distribuzione dei carichi di lavoro tra gli uffici, contro ogni megaconcentrazione, e al diritto dei territori di vedere confermati la presenza dello Stato col suo servizio fondamentale e tutto l’indotto culturale, economico, professionale, istituzionale che non va assolutamente monopolizzato dai capoluoghi, rango amministrativo e  burocratico che oltretutto potrebbe essere presto eliminato”.


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