Giornata Mondiale sulla sindrome di Down: spot alternativi per l’integrazione

//   21 marzo 2012   // 0 Commenti

giornata mondiale down

Spot per integrare e sensibilizzare. E’ questo lo scopo della lodevole iniziativa promossa dal Coordinamento delle associazioni delle persone con sindrome di Down e una nota agenzia pubblicitaria, Saatchi and Saatchi, in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down 2012. Il progetto consiste nella proiezione di spot “truccati”, dove i protagonisti delle pubblicità di alcuni fra i più importanti brand nazionali e internazionali,  vengono sostituiti da un attore con sindrome di Down. L’obiettivo di Saatchi and Saatchi è dimostrare che le persone Down, se messe nelle condizioni migliori, possono integrarsi nella società e contribuire attivamente al suo sviluppo: possono laurearsi, lavorare con impegno, guidare l’auto, suonare uno strumento, fare sport, anche a livello agonistico. Una campagna contro tutti quei pregiudizi e luoghi comuni che circondano questa sindrome.
Patologia che in Italia colpisce oggi 38mila persone, una media vicina a quella degli anni ’70, quando ancora non si facevano controlli come lo screening prenatale. Fortunatamente, però, l’aspettativa di vita si è alzata notevolmente, raggiungendo una media di 61 anni. Ma cosa può fare ognuno di noi per favorire l’integrazione delle persone Down? Come rendere la loro vita migliore? “E’ importante lavorare per dar loro l’autonomia anche per prevenire certe forme di demenza – spiega Aldo Moretti, direttore Scientifico del Centro italiano Down 2- Se l’individuo non esce mai e non ha frequenti occasioni di integrazione, si ammala più molto più facilmente“. Non a caso, infatti, sull’integrazione si lavora fin dai primi anni di vita.  “La scuola deve aiutare la socializzazione di questi ragazzi, ma anche insegnare loro qualcosa, ecco la ragione per cui non bisogna fare tagli in questo settore. Lo stimolo attraverso i coetanei è importante“, afferma Franca Torti, segretario nazionale del Coordown - Anche lo sport può essere utile ai ragazzi disabili, perché insegna a stare con gli altri e a rispettare le regole. Il rapporto con gli altri e l’integrazione sono la chiave verso l’autonomia“.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *