Gioco d’azzardo on-line è lecito

//   3 agosto 2011   // 0 Commenti

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Marinella Mantovani

In merito alla nuova manovra di bilancio che consente l’apertura di Casinò on-line, recentemente varata dal Governo, si pronuncia l’assessore provinciale alle politiche sociali di Rovigo Marinella Mantovani. Unitamente ai Sert e alle Asl 18 e 19, l’assessore condanna con decisione la manovra: “E’ inaccettabile che lo Stato decida di aprire i casinò on-line con la possibilità di giocare soldi veri e non virtuali, fino a puntate di 1000 euro, creando una dipendenza da gioco delle famiglie italiane che spesso sottraggono reddito ai consumi primari, in una situazione di grave crisi economica e sociale come quella che stiamo vivendo” – e ammonisce gli organi di governo propugnatori di questa decisione spiegando che “Invece di pensare a rilanciare lo sviluppo del Paese puntano a raccogliere risorse a danno dei cittadini inducendoli al gioco d’azzardo e per di più con pubblicità affidate a testimonial famosi e popolari, che raggiungono in maniera accattivante anche i più giovani, mentre sono coloro che andrebbero tutelati maggiormente, perché il gioco d’azzardo produce dipendenze gravi anche sulla salute”.

I dati sono allarmanti. Per Eurispes, il gioco pubblico rappresenta la terza industria italiana, preceduta solo da Eni e Fiat; nel 2010, infatti, gli italiani hanno speso per giochi d’azzardo e scommesse più di 61 miliardi di euro, con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente, e per il 2011 si stima che la spesa salirà ancora per raggiungere gli 80 miliardi di euro. Con la diffusione dell’utilizzo di internet e la proliferazione di giochi on-line, secondo una nota dei Monopoli di Stato, nel 2010 le entrate sono aumentate del 28,2% rispetto all’anno precedente. Preoccupanti poi i dati forniti dal Censis, che analizzano le alte percentuali delle persone affette da sindrome da gioco: in pole position disoccupati e ceto medio-basso ad occupazione impiegatizia.

Il gioco d’azzardo patologico, è stato definito dall’Istituto Superiore di Sanità come una ‘dipendenza senza sostanze’, e tutte le azioni miranti alla prevenzione, al contrasto e al recupero dei fenomeni di ludopatia del gioco d’azzardo per frenare la crescita di un problema che sta diventando davvero patologico, sembrano cozzare con le azioni promozionali del gioco d’azzardo lecito varate nel nuovo decreto di cui sopra. La domanda che molti si pongono allora è: l’attività di gioco pubblico dev’essere considerata fonte di entrate fiscali o potenziale pericolo alla salute pubblica?


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