Giannino Marzotto erede di Gaetano se ne e’ andato dopo una lunga malattia

//   22 luglio 2012   // 0 Commenti

marzotto 21 300x212Il Nobile personaggio che negli ultimi anni di vita ci aveva accordato la sua amicizia carica di cordialità e simpatia, dopo mesi di sofferente degenza nell’ospedale di Padova se ne è andato suscitando quel cordoglio unanime che la numerosa folla di conoscenti e amici, accorsa poi ad onorarne memoria e spoglie nella splendida dimora, la favolosa Villa Marzotto, immersa nell’immenso parco sul colle di Trissino, ha voluto testimoniare nel congedo silente che imperava  nelle immense sale degli arazzi, forse i più belli e preziosi del mondo, capolavori unici che hanno indotto all’avita dimora tante folle eterogenee che la visitarono come turisti.

Noi stessi  siamo saliti al colle, e confusi tra la tanta gente abbiamo guardato quel volto che la morte ha lasciato indenne e carico della celebre umanità che ebbe sempre a dimostrare e che e’ culminata con il noto Premio GAETANNO MARZOTTO, un riconoscimento, alle iniziative culturali del genio giovanile.

Ma il conte Giovannino fu  un giovane straordinario. Non solo per la sua intelligenza e vasta cultura che gli consentì una premiante laurea in giurisprudenza a Roma carica del 110 e Lode, fu sempre svettante: quando volle cimentarsi tra tanti campioni universali di automobilismo, volle  farlo nella celebre corsa delle “Mille Miglia” e per lui  fu quasi  un gioco da ragazzi. Col suo coraggio leonino che gli fece affrontare  i tornanti della Futa e Raticosa, sfiorando i precipizi come in un gioco d’azzardo,  raggiunse il trionfo meravigliando non solo le moltitudini lungo il percorso, ma tutto il mondo sportivo nazionale e internazionale che non poteva credere alla favola di un trionfo che pareva soltanto leggendario. Era l’anno 1950 ma per evitare che si pensasse ad un caso fortuito,  l’incredibile personaggio volle ripetere partecipando anche alla edizione del 1953 che ebbe  a vincere con lo stesso successo definito “trionfale”. Frattanto Ferrari stesso volle costruire per Giannino Marzotto una vettura da corsa che fu denominata a uovo per la sua forma particolarmente aerodinamica.  L’uomo fu sportivo come fu imprenditore, sempre protagonista, prendendo anche le redini dell’azienda di famiglia , il celebre “Lanificio Marzotto” un’industria con la quale il Conte Gaetano ebbe ad introdurre per primo immensi benefici sociali stabilendone il diritto per i lavoratori, diritti per la classe lavorarice, alla quale Gaetano Marzotto, assieme al figlio Giannino, divenne quel precursore cui le generazioni a valle proposero imperitura gratitudine.

Oggi la memoria corta e ingenerosa dei sindacati, e quella delle generazioni attuali, non ha alcun ricordo, ma il nome dei Marzotto assunse un valore simbolico. Dopo la Laurea a pieni voti assunse il comando manageriale della Manifattura Lane G. Marzotto & F. nella quale aveva già fatto valida esperienza nel 1946. Era il momento della responsabilità a fianco del padre Gaetano che nel 1953 lo nominò direttore centrale e Consigliere delegato. Ma la carriera e la cultura ebbero il premio della nomina a Vice Presidente nel 1958 e nel ’68 la vice presidenza coronata dalla trionfale ascesa a presidente, dieci anni dopo. Purtroppo la carriera di grande presidente fu interrotta  nell’anno 1969, quando dette le dimissioni  dopo ben 80 giornate drammatiche di occupazione con episodi di inaudita violenza sindacale. Fu il ringraziamento per i grandi  diritti  fatti avere alla classe lavoratrice da Gaetano Marzotto. Il nostro protagonista, ebbe i natali il venerdì 13 aprile 1928 in Valdagno, e fu il quartogenito del conte Gaetano industriale tessile. Fu il quartogenito preceduto dai fratelli Vittorio, Domenico, Paolo e Pietro, con i quali, e come in ogni dinastia che conti, ci furono agonismi e antagonismi. Ma la personalità del conte Giannino costituisce  il capitolo a se stante. Durante il cammino manageriale di Giannino Marzotto anche il rilancio della Necchi di Pavia altro gruppo industriale di grande notorietà,  dove assunse la vicepresidenza.

L’opera più recente che ne ha contraddistinto l’infaticabile operosità e il mecenatismo, è stata la data del 150° dell’Unità  d’Italia, quando ha istituito il  Premio Gaetano Marzotto in onore del Padre.

(400mila euro di montepremi  per i giovani imprenditori del futuro) al fine di stimolare l’iniziativa dei giovani proclivi all’imprenditoria con la proposta secondo la quale “non è tanto importante  l’area di applicazione  imprenditoriale , ma la visione e la forza quindi l’idea progettuale della loro innovazione. Il premio, è stato un successo come del resto tutte le sue iniziative hanno rappresentato per lo straordinario personaggio un traguardo obbligato che stante la personalità del Conte Giannino Marzotto, doveva essere raggiunto e sempre con la palma del trionfo.

Nessuno potrà dimenticare, come l’abbiamo bene in memoria noi stessi che redigiamo questa nota che egli vinse a soli 22 anni la Mille Miglia  su una Ferrari  con Marco Crosara, e che quella edizione venne definita “ in doppio petto” perchè il conte Giannino, un bel ragazzo che faceva impazzire le donne, si presentò alla partenza e si mise alla guida con abito e giacca a doppio petto, camicia bianca e cravatta.  Ora ha lasciato la moglie Teresa, e le figlie, Margherita, Cristiana e Roiri assieme a 5 nipoti.  Ben 19 sono quelli che lo chiamano zio, raccontano le cronache. L’uomo era non soltanto colto e intelligente ma sapeva coniare aforismi piacevoli e gli garbava dispiegarsi anche con la letteratura. “Vi dico che la vita ha due confini,  fatica e noia. Consiglio loro di buttarsi  dalla  parte della fatica perché  poi con un buon sonno si rimedia”.

CHI REDIGE QUESTA NOTA, INOLTRA ALLA FAMIGLIA IL CORDOGLIO PER LA DIPARTITA DI UN GRANDE PERSONAGGIO CHE RESTERA’ SCRITTO A CARATTERI CUBITALI SUL LIBRO DELLA STORIA DEI GRANDI PERSONAGGI ITALIANI.


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