GDF Padova – Avviati accertamenti mirati su oltre 2.000 falsi poveri e cittadini fiscalmente disonesti

//   26 gennaio 2012   // 0 Commenti

Nella rete anche una pensionata smemorata dimorante in villa con piscina e dependance. Arrotondava la pensione richiedendo sovvenzioni riservate agli indigenti scordandosi di indicare nel modello “Isee” gli oltre 4.600 € incassati mensilmente rigorosamente in nero.

guardi di finanza 54280 300x202Partendo da interventi mirati in materia di affitti in nero, sin’ora positivi nell’80% dei casi e che hanno già consentito di recuperare oltre 2,5 milioni di euro nonché sottoporre a sequestro 3 immobili ai sensi dell’art. 321 c.p.p., la lente d’ingrandimento dei finanzieri si è posata anche su coloro che, senza averne diritto, hanno illecitamente percepito benefici economici ed attestando il falso hanno scavalcato in graduatoria i veri poveri.

Ecco allora spuntare veri e propri fuoriclasse della bugia in carta da bollo.

Tra i casi più singolari e significativi quello della pensionata che cercava di infiltrarsi indebitamente nei bilanci comunali per vivere alle spalle della fatica dei cittadini onesti, nonostante vivesse in una villa con piscina, fosse proprietaria di 14 immobili tutti rigorosamente affittati in nero e si fosse dimenticata di dichiarare canoni riscossi per oltre 220.000 euro.

Nel dettaglio, la “smemorata” aveva richiesto ed ottenuto nell’anno 2002 il rimborso delle tasse universitarie sostenute per il figlio e come se non bastasse, nel 2011 aveva pensato di richiedere al proprio comune di residenza prestazioni economiche assistenziali, dichiarando l’appartenenza ad un nucleo familiare indigente.

In questo specifico ambito, le posizioni sospette, attualmente al vaglio, sono migliaia, tutte ottenute analizzando i dati acquisiti dai Comuni, dall’Università e dalle Associazioni di Categoria, sulla scorta di appositi protocolli d’intesa nel tempo stipulati, oltre alla consultazione e all’incrocio delle risultanze delle banche dati di cui dispone il Corpo.


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