Galleria Après-coup Arte di Milano,: Inaugurazione: giovedì 10 maggio dalle 18 alle 22

//   10 maggio 2018   // 0 Commenti

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Un eros ritualizzato che pochi conoscono e che invece aiuta esprimere al meglio sè stessi, permette un ampliamento dei propri orizzonti, induce la ricerca dei limiti e delle possibilità più estreme del corpo e della mente.

Ma soprattutto un eros che richiede fiducia, complicità, intmità, rispetto e dialogo reciproco. In una parola, Amore.

 

C’è tutto questo nelle opere di Eleonora Pozzi che compongono la mostra “Nemesi”, esposte dal 10 maggio al 13 luglio alla Galleria Après-coup Arte di Milano, e raccontano la sottomissione sessuale volontaria di una donna a un uomo nell’ambito di un rapporto consenziente, l’accettazione di un “rito privato” che, dall’esterno, potrebbe essere stigmatizzato come violenza.

 

Ma nel pensiero e di Eleonora Pozzi la violenza nulla c’entra.

Il bisogno in tutti noi di intellettualizzare le pulsioni sessuali, questo sì.

Nelle dieci opere realizzate ad hoc per la mostra “Nemesi”, curata da Sarah Lanzoni, l’artista concentra sulla relazione tra un essere umano dominante e uno sottomesso e, in particolare, la sottomissione volontaria di una donna a un uomo circoscritta al solo arco di tempo che racchiude un rapporto erotico.

 

Un arco di tempo in cui nulla diventa proibito, dove sottomettersi vuol dire affidandarsi al partner, esprimere parti di noi stessi altrimenti soffocate, incanalare le proprie energie in emozioni e sensazioni del tutto nuove.

 

“Nemesi” apre di fatto una finestra sui giochi di potere e di autorità la cui bellezza e profondità sfuggono ai più, pronti a barricarsi dietro a pregiudizi, stereotipi, leggende.

Dominio e sottomissione sono dinamiche che già esistono nella nostra quotidianità. Nell’intimità vengono semplicemente rielaborate, per una eccitazione mentale -  dimensione molto più femminile che maschile – che porta a relazioni erotiche affascinanti, intime, nonché sicure perchè basate sulla responsabilità e il consenso di entrambe le persone coinvolte.

 

L’abbandono al supplizio della passione, senza interferenze della mente, come atto d’amore assoluto: è semplicemente questo l’assunto che traspare dalle opere di Eleonora Pozzi.

Ma affiché la “nemesi” erotica possa compiersi, la conditio sine qua non alla base della decisione di sottomettersi a una persona incondizionatamente, è che nella coppia vi sia amore: il solo che possa ammettere il gioco erotico estremo in ogni sua sfumatura.

 

Da Après-coup Arte dieci opere, nove delle quali divise in tre differenti trittici srotolano le tre fasi del rapporto dominante/dominata (Attesa, Punizione, Atto), oltre a un’ultima tela, “Amore/In Finem”, solo in apparenza la parte più poetica e romantica della ricerca di Eleonora Pozzi.

 

Attraverso la combinazione di diversi materiali, dalla tela di iuta al cemento, dalle resine al gesso e alla carta riciclata, la Pozzi evidenzia le torsioni, talvolta innaturali, e l’affaticamento intimo cui è sottoposto il corpo femminile. Aspetti che si riflettono in pittura con il mancato rispetto delle corrette proporzioni anatomiche dei corpi e la deformazione nelle linee del disegno.

 

Attesa, Punizione e Atto trovano nell’espressione artistica la giusta risoluzione, disegnando l’atto di dominazione e sottomissione, durante il quale la donna si fonde innanzitutto con il proprio Io più profondo e libero.

 

Ciò che piacevolmente colpisce è notare come la materia pittorica in parte sfugga a tratti al controllo dell’artista, così come sfugge alla mente la capacità di autocontrollarsi durante la parabola del gioco erotico, sotto le fluttuazioni dell’eros.

E in questa interpretazione dell’atto erotico gli elementi materici che invadono lo spazio pittorico acquistano forza e vitalità dando un senso alla trama e divenendo parti inseparabile da quei corpi femminili che paiono svanire.

 

Scrive Sarah Lanzoni nel testo in catalogo: “Il collage polimaterico assurge a simbolo del crescente affaticamento cui è sottoposto il corpo femminile, soprattutto nei momenti del gioco erotico che prevedono una lunga durata nel tempo, come le fasi dell’attesa e della punizione”.

 

“Nemesi” è dunque il racconto della ricerca tutta femminile di vivere il sesso con irrefrenabile immaginazione, senza clandestinità, provando a sdoganare, almeno nell’arte, l’equilibrio precario fra tabù, trasgressioni e normalità.

8. Eleonora Pozzi Nemesi Atto Age Obliga 2018 fusaggine acrilico carta cementi corda e resine su tela 150 cm x 150 cm 150x150


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