Galeazzo Viganò: ritratti 1956-2012. Personale a Padova

//   6 febbraio 2012   // 0 Commenti

VIGANO imm. 201x300Galeazzo Viganò è nato nel 1937 a Padova, dove vive e lavora. La sua passione è divenuta una costante, infatti, dipinge, disegna, incide fin dal 1957, sollecitato dalla frequentazione del Gruppo di Alassio, di cui fu ‘fondatore’ Carlo Levi. Ha nel tempo maturato una scelta stilistica e narrativa assolutamente singolare, curando ogni momento strumentale, tecnico, esecutivo, di approfondimento culturale, e di stimolo all’osservatore a partecipare al disvelamento dei significati più “preziosi” dell’immagine. La sua pittura a tempera su tavola è un viaggio esplorativo nella conoscenza della verità più che della realtà delle cose, tende a cogliere più che gli aspetti oggettivi, i caratteri antiemotivi, i significati magico-simbolici, rituali.
Proprio ai ritratti è dedicata l’importante personale di Viganò che ha aperto i battenti nei primi giorni di febbraio a Padova nella prestigiosa sede espositiva di Palazzo ZucKermann. E’ un’esposizione che deve essere considerata un contributo alla storia del ritratto del Novecento che ha per tema, appunto, i ritratti di persone più o meno famose del mondo della cultura e della musica come Eugenio Montale, Alberto Limentani, Elio Peruzzi ed altri amici dell’artista con i quali egli ha condiviso parte della sua vita. Sono esposti ritratti realizzati agli inizi della sua attività, sono opere su tavola, tela, su carta a tempera, a sanguigna o carboncino, a penna con inchiostro di seppia o china, e a matita e schizzi di piccole dimensioni. Le diverse tecniche utilizzate dall’artista affascinano il visitatore anche per la straordinaria semplicità che la mano di Viganò sembra avere nel tracciare un rapido schizzo o, con uguale precisione, elaborare il disegno privilegiando la tempera su tavola. L’esposizione è divisa in gruppi di ritratti, il primo si caratterizza per il fondale scuro e, grazie anche ad un gioco di luci, ne esalta i tratti delle opere. Nel secondo gruppo di fine anni Sessanta e inizi degli anni Settanta, in quasi tutte le opere i soggetti vengono ambientati all’interno di stanze o in contesti naturali. Nella serie successiva, che va dalla fine degli anni Settanta, le opere sono realizzate con sempre più oggetti che circondano la persona ritratta. Nei ritratti più recenti è, invece, la dimensione intera delle figure umane che colpisce il visitatore maggiormente. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 4 marzo 2012 a Palazzo Zuckermann a Padova.


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