Preparare il futuro….con juicio

//   12 ottobre 2011   // 0 Commenti

alfano formigoni

Si agitano in molti nel Pdl e si agitano pure nel PD. C’è chi punta alla formazione di un nuovo governo e chi al traguardo di elezioni anticipate. E diffusa è la preoccupazione di un ritorno dei democristiani.
Per la verità, noi “ DC non pentiti” non eravamo defunti. Solo ci si era allontanati da una politica che era passata nelle mani di dilettanti allo sbaraglio, alle terze e quarte file della Prima Repubblica, accompagnate da improvvisati mestieranti e aspiranti statisti senza cultura.
Alla fine siamo scaduti ai famigli e alle ragazze di facili costumi.
Nel 2008 il Cavaliere e la coalizione Pdl-Lega trionfarono su una coalizione ulivista deflagrata dalle divisioni e messa in ginocchio da uno sconosciuto magistrato campano. Ora la stessa coalizione di centro-destra ha perduto il suo smalto inziale e, dopo il XXV Aprile 2008 di Onna, con Berlusconi applaudito dagli ex partigiani, si è avviata una campagna mediatico-giudiziaria senza precedenti.
Colpito pesantemente nel portafoglio dal quel gentiluomo di Carlo De Benedetti, con gli oltre 500 milioni di euro versatigli, sulla base di una sentenza unica nella storia dei risarcimenti civili, il Cavaliere è sotto il tiro incrociato delle procure di Milano, Napoli e Bari, con i soliti gufi pronti a decretarne l’imminente fine politica.
Questa settimana, tra approvazione della legge sulle intercettazioni e decreto per lo sviluppo, si vedrà se la reiterata conferma della maggioranza parlamentare si conserverà ancora una volta e nonostante le azioni di disturbo dei “frondisti” Pisanu e Scajola.
Una fronda mossa da personaggi di lungo corso, per la verità, assai poco qualificati per intraprendere credibili e durature iniziative politiche, ma, forse sufficiente per determinare una crisi politico parlamentare che, alla luce di quanto sta accadendo anche nella sinistra, sembrerebbe senza vie d’uscita.
Diversa la posizione di quanti, da Alemanno a Formigoni, da diverso tempo stanno richiedendo l’avvio di un processo di autentica democratizzazione del Pdl. Un processo necessario e inevitabile se non si vuol correre il rischio che, finita la lunga esperienza berlusconiana, avvenga l’implosione dell’area politica moderata e del centro-destra italiano.
Da molte parti si è immediatamente scatenata una canea contro il governatore lombardo accusato di ingratitudine, del peccato originale democristiano e dell’appartenenza alla comunità di cielleina, senza considerare i meriti propri di una dimostrata capacità di governo regionale sin qui unica e senza paragoni.
Ad un vecchio amico DC lombardo che tiene Formigoni “ in gran dispitto”, mi sono permesso di chiedergli: chi se non il governatore lombardo vedresti a candidato per la Presidenza del consiglio dell’Italia, dopo Berlusconi ?
E ho fatto i nomi di: Casini, Cesa, Vendola, Bindi, Veltroni, Bersani, e D’Alema.
Nessuna risposta. In realtà anche lui trovava difficile indicare una figura con capacità di governo comparabili con quelle di Formigoni.
Ora pensare che il ciclo berlusconiano abbia un fine non è peccare contro i comandamenti, considerando che, un’esperienza che dura da diciotto anni, se non immediatamente, certamente dopo il 2013, muterà quanto meno in maniera profonda nella sua stessa leadership politica.
Non si tratta di fomentare frondismi velleitari, ma di preparare il futuro….. con juicio.
Noi ci auguriamo che il governo, oggi senza serie alternative, possa condurre in porto almeno alcune delle riforme annunciate: legge sulle intercettazioni, decreto sullo sviluppo economico, modifica della legge elettorale e, se avesse un po’ più di coraggio, indizione della costituente per la riforma della Costituzione.
E nello stesso tempo siamo interessati al processo di democratizzazione che Formigoni, con Alemanno e lo stesso Alfano, intendono realizzare nel Pdl, mentre continuiamo a guardare oltre l’orizzonte e a lavorare per la ricomposizione di quanti sono interessati alla costruzione della sezione italiana del PPE.


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