Francia: il nuovo piano anti-jihad

//   12 maggio 2016   // 0 Commenti

Il Plan d’Action contre la radicalisation et le terrorisme è la risposta del governo francese al terrorismo jihadista dopo gli ultimi attentati a Parigi. Ecco cosa prevede
foto 16
Dopo l’attacco alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo nel gennaio 2015, gli appelli a contrastare la piaga del jihad in Francia si erano moltiplicati. Dopo gli attentati di Parigi del novembre 2015 (130 morti), il piano antiterrorismo del governo francese aveva preso corpo in maniera più strutturata, integrando quelle misure che il primo ministro Manuel Valls aveva introdotto già nel 2012, quando era ancora ministro dell’Interno.
Adesso l’annuncio dell’entrata in vigore del Plan d’Action contre la radicalisation et le terrorisme (PART), un vero e proprio manuale di sicurezza in 80 punti molti dei quali (circa 50) inediti. Il programma è stato illustrato da Valls lo scorso 9 maggio. Il premier ne ha parlato attorniato dai componenti del suo esecutivo, quasi a voler infondere maggiore fiducia ai cittadini sull’efficacia del nuovo programma anti-jihad, un piano completo a cui contribuiranno non solo le forze di sicurezza o di intelligence ma anche tutti i comparti dell’informazione, dell’educazione e del recupero dei soggetti considerati più a rischio di radicalizzazione.
Si tratta di una svolta senza precedenti nella Francia del “social-buonismo” del presidente Francois Hollande. La stessa Francia che, con la sua politica estera tentennante nei confronti della crisi siriana – per tutto il 2011 l’Eliseo aveva cercato di convincere l’Europa a vendere armi ai ribelli siriani e nel (mancato) attacco annunciato dalla Casa Bianca nel settembre del 2013 si era schierato a fianco di Obama – non ha fatto che amplificare il suo bacino interno di musulmani francesi radicalizzati. Nel 2012, l’anno in cui inizia la retromarcia di Hollande in Siria, la Francia si era già guadagnata il poco invidiabile primato per il “maggiore contingente europeo” di foreign fighters che dal suo territorio erano partiti a combattere contro il regime di Assad. Le stime di allora contavano tra le fila jihadiste circa 250 combattenti francesi, oggi sarebbero oltre 1.600.

foto211

(Il presidente francese Francois Hollande e il premier Manuel Valls)

Cosa prevede il piano anti-jihad

Il piano d’emergenza pensato allora da Valls, e poi presentato in consiglio dei ministri Bernard Cazeneuve (che avrebbe successivamente preso il suo posto alla guida del ministero dell’Interno), era stato studiato appositamente per contenere e contrastare la “chiamata alle armi” rivolta alle giovani leve francese e conteneva la proposta di creare una struttura nazionale di intelligence (in coordinamento con gli altri servizi europei) per lavorare sul monitoraggio preventivo di tanti soggetti considerati a rischio di radicalizzazione nei luoghi di culto così come su internet.
Oggi quella proposta è stata completata con l’inserimento della voce “recupero”, vale a dire con la creazione entro il prossimo anno di strutture di accoglienza regionali finalizzate e de-radicalizzare e “riformare” i combattenti rientrati in patria ammessi al programma riabilitativo. Il tutto per un costo approssimativo di un milione di euro a struttura. Il primo di questi centri, tra l’altro, dovrebbe essere pronto per questa estate a Beaumont-en-Veron nella regione di Indre-et-Loire.
Agli interventi a posteriori saranno aggiunti anche interventi di prevenzione che prevedono il coinvolgimento dei ministeri dell’Istruzione e dell’Informazione per contrastare ignoranza, manipolazione e oscurantismo e per rafforzare la contro-narrativa in modo da impedire la divulgazione di messaggi distorti tanto sull’Islam quanto sul jihad. È prevista in quest’ottica la creazione di un Comitato scientifico permanente sulla radicalizzazione e il terrorismo che mirerà a incoraggiare la ricerca universitaria per contrastare la propaganda jihadista.
foto32

L’ANALISI: POSSIBILE UN SERVIZIO DI INTELLIGENCE CONDIVISO IN EUROPA?
Lo zoccolo duro del piano antijihad (come è stato soprannominato dai media francesi) resta tuttavia incentrato sul fronte della sicurezza e del monitoraggio e prevede un incremento delle attività di intelligence che finora si sono rivelate in diversi casi inadeguate rispetto alla portata della minaccia. L’idea di Valls è quella di ampliare il numero di persone, considerate a rischio di “contagio ideologico” e violente, da tenere sotto osservazione costante da parte delle autorità competenti. Se attualmente si contano circa 1.600 giovani “monitorati”, l’obiettivo è arrivare a oltre 3.500 nei prossimi anni (secondo i numeri forniti dal ministero dell’Interno francese sono circa 9.300 le persone segnalate in Francia per radicalizzazione violenta).

Cosa aspettarsi dopo gli Europei di calcio
Con l’avvicinarsi dell’inizio degli Europei in Francia è normale che il governo concentri adesso tutto l’impegno nel rafforzamento delle misure antiterrorismo. Inoltre, in aggiunta al piano Valls è stato annunciato anche l’aumento delle misure di sicurezza dei siti sensibili (aeroporti, stazioni e centrali nucleari), unitamente al prolungamento dello stato d’emergenza che vige da novembre. Il budget messo a disposizione del governo è di 20 milioni di euro per il biennio 2016-2017, che si sommano ai 20 supplementari che lo Stato aveva utilizzato nel 2015.
Se queste misure saranno adeguate a garantire il regolare svolgimento degli Europei, tuttavia difficilmente riusciranno a contrastare quel sentimento anti-francese che è ormai estremamente diffuso e radicato in parte della popolazione musulmana che risiede in Francia. Soprattutto fin quando la politica estera del governo Hollande rimarrà così altalenante e doppiogiochista. Nonostante il ripensamento in Siria, infatti, la Francia resta estremamente combattiva e pronta a muovere truppe in particolare nel continente africano (nella regione del Sahel e in Libia) dove l’ideologia jihadista ha trovato il suo ultimo safe-haven.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *