L’impresa dei giovani per la crescita

//   10 settembre 2011   // 0 Commenti

FederLegnoarredo

150 anni da fare. La manifattura italiana: com’era, com’è e come sarà”, è il titolo del Forum che si svolge in occasione dell’Assemblea annuale del Gruppo Giovani Imprenditori di FederlegnoArredo, presso la suggestiva cornice del Museo dell’Auto di Torino. Uno spazio di dibattito per il sistema imprenditoriale italiano dove valutare le opportunità e le politiche di sostegno e incentivazione su cui possono contare i nuovi imprenditori che vogliono contribuire allo sviluppo economico italiano, in un’ottica di innovazione e potenziamento di un sistema industriale tipico del nostro paese.

Al Forum prendono parte anche i giovani di altre tre categorie merceologiche: Ance per le imprese edili, Federalimentare per il sistema alimentare e Smi per la moda, con l’obiettivo di dialogare insieme e creare un appuntamento di confronto per le diverse realtà del sistema manifatturiero italiano.

Cinque figure rappresentative del nostro panorama imprenditoriale, cinque aziende che hanno fatto la storia del made-in-Italy, trasversali a diversi comparti, mettono a disposizione la loro esperienza quale punto di partenza per una riflessione utile ai giovani imprenditori del manifatturiero. Per l’occasione sono presenti Carlo Guglielmi, Presidente di FontanaArte, Filippo delle Piane, Consigliere di Amministrazione Costruzioni Spa, Maurilio Fratino, Amministratore Campari Italia, Fabio Foschi, Amministratore Delegato F.lli Piacenza Spa, Carlalberto Corneliani, Presidente Corneliani Spa. A chiudere il lavori, Annalisa Sassi, Presidente Gruppo Giovani di Federalimentare.

“Essere giovani imprenditori oggi – afferma Riccardo Riefolo, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di FederlegnoArredo – è una sfida: traghettare le imprese italiane e i loro lavoratori in un futuro ricco di incertezze. La crisi economica, le difficoltà dei mercati esteri, il totale fermo dei consumi interni, gli ostacoli burocratici devono essere trasformati in stimoli e punti di partenza per sviluppare una nuova classe imprenditoriale e manifatturiera capace di avere passione nel proprio lavoro e di credere in un processo di costruzione di un futuro che guarda alle radici di un’Italia che ha 150 anni di storia, fatta di persone, di imprese, di scommesse.“


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