Firenze, legato al letto d’ospedale senza motivo

//   11 ottobre 2011   // 0 Commenti

letto ospedale«Un atto che, se fosse verificato per come è stato esposto, sarebbe assolutamente inqualificabile»: è affidata a queste parole la stigmatizzazione con cui il Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (Pdl) bolla l’episodio accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì scorso all’ospedale fiorentino di San Giovanni di Dio a Torregalli. La vicenda, che ha visto protagonista un paziente di 79 anni ricoverato nel reparto di Medicina «C» dopo un attacco ischemico, è stata portata alla luce dalla segnalazione-esposto dei familiari dell’anziano, la quale conta sulla testimonianza oculare di una donna che stava facendo la notte a un altro paziente lì vicino. Già ieri è scattata l’inchiesta interna della Asl 10, che ha anche trasferito gli atti in suo possesso alla Procura di Firenze dalla quale ora si attendono eventuali riscontri. Intanto, però, è la politica a prendere la parola con Mugnai che – intervenendo assieme ai suoi colleghi fiorentini Giovanni Donzelli, Stefania Fuscagni, Paolo Marcheschi, Nicola Nascosti e Tommaso Villa – annuncia un’interrogazione urgente: «Voglio che l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia si presenti davanti al consiglio regionale per chiarire le eventuali responsabilità – afferma Mugnai – ma anche per illustrarci come sia potuto accadere, nel quadro di un sistema sanitario, quello toscano, millantato come il più civile dei sistemi possibili, il verificarsi di un simile caso, probabilmente neanche isolato. Questa è sicuramente la spia di un disagio – osserva Mugnai – che coinvolge per primi gli operatori sanitari. Perché? E come rimediare? Questa è una risposta che dovrà dare la Regione, perché è evidente che ci siano carenze quanto meno nel sistema dei controlli».

Anche perché questo che Mugnai bolla come «atto inqualificabile» non è il solo, in Toscana, ad aver portato alla ribalta delle cronache comportamenti a dir poco disinvolti da parte di medici e infermieri. «Era la fine del marzo scorso – ricorda il Vicepresidente della Commissione sanità – quando su Facebook comparvero le foto di infermieri e medici dell’ospedale Misericordia di Grosseto che, sigaretta in bocca, si bendavano fingendosi mummie in mezzo ai pazienti del reparto di rianimazione, alcuni dei quali in coma. Anche allora la Asl 9 sospese in via cautelativa il personale coinvolto, mentre dal parlamento la commissione d’inchiesta sugli errori sanitari chiedeva l’invio dei Nas. Poi, però, i fatti si ripropongono». E, sempre più spesso, interviene la magistratura: «Accade a Massa Carrara sul buco di bilancio della Asl – osserva Mugnai – ma anche sui finti ortopedici presenti in sala operatoria sempre nell’ospedale di Massa e sugli appalti della Asl 6 di Livorno. I malcostumi, insomma, sono diffusi per modalità e territorialità, e la sanità diventa sempre più spesso una questione per Procure. Qualcuno prima o poi dovrà risponderne».


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *