Fino al 13 febbraio a Padova la mostra “SUPERURBANO. RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE”

//   25 gennaio 2012   // 0 Commenti

041 200x300Fino al 13 febbraio a Padova, nello splendido salone di Palazzo della Ragione, la mostra “SUPERURBANO. RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE”, che racconta 19 esperienze innovative di riqualificazione e rinnovo urbano in chiave sostenibile.

Inserita nella Biennale internazionale di Architettura “Barbara Cappochin”, mette in rassegna progetti realizzati in diverse città del mondo: da Milano a Copenaghen, da Siviglia a Tripoli, e ancora Torino, Nantes, Vienna, Madrid, Medellin, Seul, New York, Dublino, Barcellona…

Esempi assunti a modello di quella che dovrà essere la città del futuro: sostenibile, intelligente, inclusiva, categorie ispirate alle linee guida proposte dal documento europeo “Europa 2020. Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”. Progetti realizzati in contesti socioeconomico e culturali anche molto diversi tra loro, che si caratterizzano per l’essere costruzioni aperte e condivise, intrinsecamente connesse al paesaggio e al territorio circostante.

La mostra, a cura di Andrea Boschetti con Grammatiche Metropolitane, è frutto del progetto di allestimento ideato da Andrea Boschetti e Alberto Francini (METROGRAMMA) e Michele De Lucchi (AMDL), realizzato da Ar.te.

A rappresentare la città sostenibile, il giardino pubblico Foundries’ Gardens di Nantes (Francia), un’area botanica di 3.200 mq ospitata nei padiglioni ristrutturati della vecchia fonderia; Elm Park, complesso di edifici a uso pubblico e privato progettato per essere il “polmone verde” della capitale irlandese Dublino, grazie all’utilizzo di tecniche architettoniche e materiali costruttivi che ne minimizzano l’impatto ambientale e il consumo energetico; la High Line di New York, nata dalla trasformazione di una struttura industriale dismessa in un parco verde a dieci metri dal suolo. E ancora, la Ewha Womans University di Seul (Corea), che ha creato all’interno del campus universitario una grande area verde per il ritrovo delle giovani studentesse; il Green Belt a Tripoli (Libia), 700 ettari di cintura verde metropolitana intorno al cuore della città; infine, il Brooklyn Bridge Park (Stati Uniti), in corso di realizzazione, che avrà l’obiettivo di preservare il lungofiume dell’East River grazie a sistemi di raccolta dell’acqua piovana e al reimpiego di materiali recuperati.

Modelli per la città intelligente sono: il Digital Water Pavilion di Saragozza (Spagna), progettato in occasione dell’Expo 2008, in cui, grazie all’uso dell’acqua come elemento architettonico, è stato possibile creare un piacevole microclima eliminando completamente l’uso dell’aria condizionata. Un’altra città spagnola, Madrid, sarà presente con il singolare progetto dell’ “albero-aria” Ecoboulevard, una struttura leggera e smontabile, costruita per lo più con materiali riciclati, che utilizza pannelli fotovoltaici per creare energia elettrica e illuminare gli spazi circostanti; e con il Madrid Rio, un parco lineare che costeggia per più di dieci chilometri il fiume Manzanarre, con 8.360 alberi e numerosi percorsi pedonali e ciclabili sorti al posto di una vecchia circonvallazione. In questa sezione anche il Prada Transformer a Seul, padiglione rotante a quattro facce di diversa forma, pensato per ospitare sfilate, mostre e rassegne di cinema, e due esperienze italiane: il quartiere Portello a Milano, oggetto di una riqualificazione delle aree a ridosso dell’ex edificio fieristico, diventate ora spazi pubblici (due piazze e un parco urbano) collegati da una rete di percorsi pedonali; e, sempre a Milano, il Maciachini Business Park, progetto che ha trasformato l’area industriale della storica casa farmaceutica Carlo Erba in uno spazio che oggi accoglie un teatro, un museo di marionette e burattini, una grande palestra con piscina, negozi e ristoranti.

Quali esempi di città inclusiva, la mostra porta in scena: il Piano di urbanistica sociale per la rivitalizzazione dei quartieri più degradati di Medellin, in Colombia, dove sono stati realizzati spazi ed edifici a servizio della comunità (biblioteca, giardino botanico, centro culturale, museo della tecnologia); il Superkilen Master Plan di Copenaghen, che ha creato nel quartiere più multiculturale della Danimarca una piazza di 800 mq in cui gli elementi architettonici e i colori omaggiano le 60 nazionalità che qui vivono e lavorano; il South east coastal Park, invece, ha portato sulla spiaggia di Barcellona (Spagna) un auditorium, spazi per attività e attrazioni all’aperto. E ancora, la Christus Church di Vienna; il Caixa Forum a Madrid (Spagna), edificio che ospita l’omonimo museo e centro culturale nell’ex stazione di conversione dell’energia elettrica; il Metropol Parasol, spazio coperto nel centro storico di Siviglia (Spagna), destinato alla vita sociale di cittadini e turisti. Infine, un’altra esperienza italiana, il torinese Centro polifunzionale Snos, sorto nell’area delle Officine Savigliano e affacciato sul parco del fiume Dora, che oggi accoglie attività commerciali, ristoranti e unità abitative.

La mostra è pensata come una scena teatrale, in cui si propone in forma allegorica uno spaccato di città del futuro entro cui il visitatore può muoversi, vedere, imparare e interagire. Grazie a un sofisticato progetto multimediale (a cura di dotdotdot), il pubblico entra virtualmente nelle diverse realtà rappresentate dai singoli progetti, attraverso una sorta di labirinto sensoriale fatto di suoni, voci e rumori, che lo accompagnano all’interno di una città ideale dal forte impatto scenografico. Le tre torri-edifici principali accolgono al loro interno scorci urbani raccontati attraverso un’interfaccia dinamica e interattiva, che lascia il visitatore libero di fruire dei contenuti video riguardanti i progetti in esposizione.

Il tema della rigenerazione urbana sostenibile è anche  al centro di momenti di confronto e dibattito tra architetti, urbanisti, economisti, giuristi, amministratori, sociologi. Dopo la conferenza internazionale dello scorso ottobre un calendario di conferenze nelle prossime settimane (vedi programma allegato)

04 1 300x199Fa parte della Biennale Cappochin anche il grande Tavolo dell’architettura”, la tradizionale “vetrina” che espone i migliori progetti selezionati nell’ambito del Premio internazionale “Barbara Cappochin” (vinto quest’anno da Fabrizio Barozzi e Alberto Veiga per il progetto del nuovo Centro di promozione della D.O.C. “Ribera del Duero” a Roa, in Spagna). La struttura, il cui progetto porta  la firma di Michele De Lucchi, è realizzata da Ar.te e sarà visitabile fino al 13 febbraio 2012 a Padova, nella centrale piazza Cavour.

La Biennale “Barbara Cappochin” è  promossa dalla Fondazione “Barbara Cappochin” e dall’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Padova insieme al Comune di Padova, realizzata in collaborazione con la Regione Veneto, l’Unione internazionale degli Architetti (U.I.A.) e il Consiglio nazionale Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (C.N.A.P.P.C.).


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