Festa dei Musei, 20 maggio: la mostra Antonio Ligabue a Pavia-Scuderie del Castello Visconteo, aperta fino alle ore 23

//   18 maggio 2017   // 0 Commenti

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"Testa di tigre"

Sabato 20 maggio 2017, in occasione della Festa dei Musei, voluta dalla Direzione Generale dei Musei del MiBACT, l’antologica di Antonio Ligabue, allestita fino al 18 giugno, nelle Scuderie del Castello Visconteo, rimarrà eccezionalmente aperta fino alle 23.00.diligenza con paesaggio e villa Casanova Rambelli come oggetto avanzato 1 300x225

La mostra è curata da Sandro Parmiggiani e Sergio Negri in collaborazione con Simona Bartolena, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con il Comune di Pavia e con la Fondazione Antonio Ligabue di Gualtieri (RE).

IMG 4279 come oggetto avanzato 1 300x225Racconta Sergio Negri, curatore mostra “Antonio Ligabue” a Pavia (video 2’04″ © copyright Masha Sirago) : clicca su https://www.youtube.com/watch?v=Xg4FCyrMZ4Q&t=22s

Il percorso espositivo si snoda tra i due poli principali entro i quali si sviluppa il suo universo creativo: gli animali, selvaggi e domestici, e i ritratti di sé. Tra gli animali abitatori delle foreste e delle savane si trovano alcuni dei maggiori capolavori dell’artista, come “Leopardo che assale un cigno” o “Tigre reale”, realizzato nel 1941 quando Ligabue era ricoverato nell’Ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia; tra quelli delle campagne, la “Lepre nel paesaggio”, un grande dipinto presentato per la prima volta in una mostra; c’è poi l’impressionante galleria di autoritratti, come i dolenti “Autoritratto con berretto da motociclista” del 1954-55 e “Autoritratto” del 1957.

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"Crocifissione"

20170316 123813 1 come oggetto avanzato 1 236x300Non mancano altri straordinari dipinti, dai paesaggi bucolici, alle “Carrozze con postiglione”, ad alcune versioni delle “Lotta di galli”, ad “Aquila con volpe” della fine degli anni Quaranta, alla “Caccia al cinghiale”, alla “Vedova nera con volatile” e alla “Testa di tigre” della metà degli anni Cinquanta, fino alla “Crocifissione”.

Osservando le opere esposte l’artista non sembra curarsi di vedere le cose intorno a sé, ma chiede, almeno per una volta, di essere guardato.  Gli autoritratti di Ligabue sono un grido nel silenzio della natura e nell’indifferenza e nella sordità delle persone che lo circondano, spesso inconsapevoli delle sofferenze che possono essere inflitte a una persona, quando non se ne vede e non se ne coglie la perenne, inalienabile, identità di uomo (estratto dal testo di Sandro Parmiggiani, in catalogo)

La rassegna costituisce un ulteriore capitolo, dopo le rassegne di Gualtieri (2015), di Palermo e di Roma (2016), per riportare il lavoro di Ligabue a una corretta valutazione critica e storica: un’occasione per riaffermare, al di là delle fuorvianti definizioni di naïf o di artista segnato dalla follia, il fascino di questo “espressionista tragico” di valore europeo, che fonde esasperazione visionaria e gusto decorativo.

Informazioni e prenotazioni: www.scuderiepavia.comwww.vivipavia.it

Masha Sirago, video e foto © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.comwww.mashasirago.com


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