Ferro (Oic) denuncia l’assessore Sernagiotto alla Corte dei Conti: fallito un progetto da 2,5 mln

//   14 dicembre 2011   // 0 Commenti

oic mandria

remo sernagiottoDenunciato alla Corte dei conti perché si è lasciato scappare un finanziamento statale che aveva quasi in mano: due milioni e mezzo di euro destinati a un progetto che avrebbe potuto fare risparmiare alla Regione una cifra da capogiro, sei milioni di euro l’anno.

Perché alla Fondazione Opera Immacolata Concezione venisse finanziata una nuova cittadella destinata a bambini, anziani autosufficienti e non, secondo il suo presidente, Angelo Ferro, sarebbe stata sufficiente una firma e una delibera dell’assessore regionale ai Servizi sociali, Remo Sernagiotto. A fronte di un «comportamento omissivo» e di «una responsabilità grave», il numero uno della residenza per anziani di via Toblino ha presentato un esposto-denuncia alla magistratura contabile, puntando il dito contro Sernagiotto.

Il caso. Ferro oltre un anno fa aveva chiesto all’assessorato ai Servizi sociali di co-partecipare (dietro finanziamento) al angelo ferro Oicsuo progetto di Distretto di Cittadinanza, una super -cittadella dove anziani, studenti, bambini avrebbero potuto creare una fabbrica di relazioni con un duplice obiettivo: valorizzare la «risorsa longevità» e permettere agli over 70 di creare un indotto economico, applicando al sociale quella logica della filiera che è cifra dei distretti industriali.

Presentato il progetto all’assessore, Sernagiotto – pur plaudendo all’iniziativa dell’Oic – ha declinato la richiesta. Motivo: il rispetto dei vincoli finanziari stringenti imposti dal patto di stabilità avrebbero impedito di erogare la cifra richiesta, cioè un milione 250 mila euro. Ferro ha incassato il diniego ed è tornato a bussare alla porta dei Servizi sociali dopo aver raccolto 900 mila euro di fondi, coinvolgendo altri enti.

Il presidente Oic, pur di avere l’appoggio della Regione, condizione necessaria per l’imprimatur ministeriale al progetto, prima ha proposto che Palazzo Balbi si trattenesse la «quota sanitaria» del finanziamento (calcolato in un massimo di 2,5 milioni di euro), poi ha ridotto la richiesta di co-finanziamento a 350 mila euro, infine l’ha azzerata.

Nessuna documentazione. Pare non ci sia stato alcune verso di coinvolgere Sernagiotto nel progetto. L’assessore ha ammesso di trovarsi tra incudine e martello: da una parte il patto di stabilità, dall’altra «la limitatezza delle risorse disponibili».

Ferro non si è dato per vinto: sapeva di avere la mano vincente nella partita per ottenere i fondi dal ministero. Il suo progetto di Distretto di Cittadinanza era già stato inserito tra «le buone pratiche sperimentate sul territorio nazionale» e riportato nel Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia.

Nelle linee guida del report non si mancava di sottolineare che l’idea targata Oic avrebbe meritato «appropriata considerazione». Chiave di volta perché il Veneto portasse a casa 2,5 milioni di euro, due atti regionali: una precisazione del referente della Regione e una delibera regionale di approvazione del progetto, anche senza alcun onere finanziario.

Alle richieste di Ferro, Sernagiotto ha risposto inviando al ministero il progetto allegando una comunicazione in cui sosteneva che «per la bontà ed i contenuti innovativi questo Assessorato ritiene il progetto meritevole di partecipare al bando in oggetto».

E la delibera regionale? Secondo l’assessore Sernagiotto non era necessaria: «La mancanza di ogni onere a carico della Regione consente di prescindere dalla deliberazione della giunta».

Che cosa ha detto il ministero? Il dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali ha esaminato le proposte pervenute esattamente un anno fa, tra il 6 ed il 22 dicembre del 2010. Un mese dopo la graduatoria ufficiale, da cui è rimasta esclusa l’Oic con il suo progetto.

Il presidente Ferro ha deciso di andare fino in fondo, chiedendo al ministero le motivazioni della bocciatura.

Aperta la missiva partita da Roma, il presidente ha avuto conferma del suo presentimento: «L’iniziativa progettuale denominata Distretto di Cittadinanza – scrive il ministero – non è stata ammessa a valutazione di merito, in quanto non è stata considerata ammissibile sotto il profilo formale, non essendo state rispettate tutte le modalità di presentazione del progetto», si legge nella lettera del ministero.

Si e’ poi proceduto con l’esposto alla Corte dei conti. Ferro non ha intenzione di gettarsi alle spalle la vicenda, convinto che sia da addebitarsi al comportamento omissivo di Sernagiotto l’esclusione dal finanziamento. «La delibera mancava per il rifiuto ostinato dell’assessore a procedere in tal senso, pur essendo superati, per sua stessa ammissione, gli ostacoli conseguenti alle difficoltà di co-finanziamento», afferma il presidente dell’Oic.

In definitva, un investimento di 2,5 milioni di euro avrebbe permesso di erogare 30 milioni di servizi sociali. Ferro accusa l’assessore di aver provocato un danno particolarmente grave «proprio alla luce della ristrettezza delle risorse di bilancio invocate da Sernagiotto».

A rendere la situazione ancora più frustrante per l’Oic, il rischio di perdere pure il finanziamento di 900 mila euro raccolto dagli altri enti, tra cui Comune e Provincia, che avevano supplito al niet della Regione.


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