Fatturazione Elettronica: ennessiva tirannia!

//   14 dicembre 2018   // 0 Commenti

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Ricevo dal commercialista sollecito diretto ad andare all’Agenzia delle Entrate per ottenere il “pin” necessario alla obbligatoria procedura. Esci di casa, impiega tempo per arrivare, posteggia l’auto a pagamento, fai la coda all’ufficio informazioni che candidamente mi rimandano a fare una fotocopia della carta d’identita fuori dai locali… vado per 1 semplice fotocopia 40 ct che sono le vecchie 800 lire… torno, altra fila per ottenere il misterioso numero FB-0074… e adesso da oltre 1 ora in attesa del mio turno… questa a casa mia si chiama “follia” e “arroganza”. Tutto organizzato male, perche’ ancora una volta deve essere il cittadino a cedere il proprio “tempo” anziche’ il contrario. Parlando con artigiani non piace questa fatturazione elettronica, non piace questo “grande fratello” che tutto prende e nulla da’. Parlando con i cittadini non piace questa Europa decisa dai potentati. Tornando alla fatturazione elettronica rilevo la follia di questo sistema impositivo dettato da chissa quali logiche che difatto mi costringera’ ad emettere 10 fatture al giorno per i miei abituali clienti con i quali e per i quali facevo fattura riepilogativa sulla base di accordi commerciali. Se in tre mesi in passato per un mio cliente facevo 40 servizi da 25 euro l’uno, adesso mi vedro’ costretto a fare 40 fatture per un solo mio cliente… ovvero mi ritrovero’ con un carico di lavoro amministrativo mostruoso che scarichero’ difatto sul mio cliente finale che a sua volta dovra’ contabilizzare 40 fatture etc… mi pare che la direzione sia quella sbagliata e malata alla radice, cui il cittadino imprenditore deve in ogni caso chinare la testa ad un sistema mostruoso che costringera’ ancora una volta i capaci imprenditori a spostarsi sull’estero. Uno Stato efficente avrebbe dovuto ascoltare i rappresentanti di categoria e i commercialisti, mentre i primi come i secondi senza interloquio dovranno subire decisioni prese dai professoroni delle tasse tutti concentrati a creare sistemi vessatori ineludibili. Mi sconcerta il silenzio del Governo a tale riguardo. Ma credo che sia pesantemente alle prese con i francesi e con i tedeschi che manderei volentieri a pescare levando l’Italia dall’Europa ovvero da questo mostro che sta divorando l’Italia. Certo che il mio pensiero e’ di Uno, ma credo largamente condiviso. In una simulazione di uscita dall’Europa quali costi dovremmo sostenere? Ma soprattutto quali vantaggi avremmo? Queste sono decisioni e valutazioni politiche, come anche quelle di eliminare le Regioni. Il Premier Conte ha dovuto fare marcia indietro con l’Europa. Direi che forse e’ maturo il tempo per l’Italia di prendere le dovute distanze dall’Europa e riappropiarci della nostra sovranità ceduta per niente, ovvero svenduta da chi ha deciso per milioni d’italiani, a vantaggio di pochi. Considero che sarebbe opportuno che il Governo lavorasse su una nuova legge elettorale in via cautelativa. Ma soprattutto rivendicasse la par conditio per potere rispondere punto per punto alle opposizioni che fanno di tutto per fare arrivare al popolo l’idea che abbiamo un Governo d’incapaci. All’improvviso il Governo si trova privo mi pare di 7 miliardi di euro causa le pretese dell’Europa. Forse e’ il tempo di riaprire le case di tolleranza e alzare pesantemente le tasse sui dividendi delle banche. Forse e’ il tempo di revisionare completamente gli sprechi all’interno dello Stato a cominciare dai tanti palazzi a Roma che sono in affitto allo Stato col finire a eliminare le Regioni costo non indifferente per lo Stato. Forse e’ il tempo di levare in maniera decisa tanti vitalizi e abbassare ancora le pensioni ricche. Forse e’ il tempo di controllare bene le parcelle delle consulenze esterne delle Asl, forse e’ il tempo di fare guerra a tutto cio’ che e’ parassitario nello Stato a cominciare dalle spese faraoniche del Quirinale. Ardito? Non mi sembra… cosa utile e urgente sarebbe togliere l’Iva sulle bollette della prima casa e tassare alla fonte i dividendi di tutte le grandi societa’ soprattutto quelle quotate in borsa, come tassare i dividendi maturati in italia che se ne vanno all’estero. Audace? Molto meno del Governo da cui mi aspetto azioni rivoluzionarie contro un sistema parassitario ancora dominante in italia. Non trascurei di dimezzare gli stipendi ai dirigenti pubblici, come al Pres dell’Inps.
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