Fabrizio Corona, “for Police Man”

//   6 gennaio 2012   // 0 Commenti

fabrizio corona

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNA VITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

La notizia del giorno è che Fabrizio Corona interpreterà la parte di un carabiniere in una fiction di prossima programmazione. La vicenda avrà certamente colpito e turbato le molte famiglie italiane alle prese con le difficoltà giornaliere e le incertezza del futuro, alle quali si sono viste aggiungere un ulteriore fardello di tali proporzioni. In aggiunta, alcuni settori sindacalizzati della Polizia di Stato hanno amplificato l’evento tacciandolo e definendolo come “…un atto di gravissimo ed intollerabile vilipendio…”. Per carità!

Il Re del gossip ha smentito prontamente:   “E’ assolutamente una bufala, non c’è proprio nessuna fiction ed io non ho dato alcuna adesione”.

Sta di fatto che ancora una volta Corona, da par suo, è finito in prima pagina nel bene e nel male, riuscendo anche questa volta nel suo intento.

Ed allora perché parlare di lui?

Semplice, mi intriga la sua personalità. Considero del tutto irrilevanti le questioni poste a sostegno dell’inopportunità, seppure per finzione, se Corona debba vestite o meno una divisa., sebbene ne possa condividere le motivazioni di fondo che ne hanno fatto scaturire le vibranti proteste.

E’ indubbio, il personaggio che Corona si è cucito addosso e che giunge nelle case degli italiani, lascia spazio alla strafottenza, alla spregiudicatezza, alla ribellione di un giovane, ricco e famoso, dal fascino scapestrato ed irruento. Un’immagine, a mio parere, distorta che non corrisponde alla realtà. Conosco bene quell’indole caratteriale, simile a molti altri ragazzi con i quali mi sono imbattuto durante la mia carriera. Le scuole, le piazze, le nostre famiglie, assorbono, loro malgrado, giovani poco propensi alle regole ed irrispettosi all’ordine costituito in quanto tale.

Le motivazioni sono molteplici. Alcuni lo sono per partito preso, altri per un senso di emulazione, altri ancora per nascondere il proprio disagio interiore o le proprie paure. Ribelli per necessità, mi verrebbe da dire, piuttosto che per indole. Forzature che ci aiutano a comprendere la vita e gli uomini anche quando provengono dal cinema e chi non ricorda la figura del Marchese del Grillo portata sullo schermo dall’ineguagliabile Alberto Sordi quando afferma “…io s’ò io e voi n’un siete un c….”.

Parallelismi e metafore a parte,  ritengo che ad ognuno di noi debba essere offerta sempre un’altra possibilità. Corona, in effetti, ha un curriculum processuale di tutto rispetto, nonostante ciò non mi sento di buttare la chiave, proprio con lui e con quelli come lui che mi piace dialogare e se una fiction può essergli utile e di conseguenza funzionare da volano per gli altri, data la sua immagine pubblica, ad emanciparsi moralmente, è una strada che si deve percorrere, senza dubbio alcuno.

Fabrizio Corona rappresenta appieno i tempi di una società che cambia, che si evolve portando con se insegnamenti e ruoli non sempre positivi. Ma è un uomo del nostro mondo, rappresenta ciò che esprime la cultura ed il costume di una popolazione che probabilmente ha bisogno di guardare dentro di se e personaggi come Corona possono aiutare l’opera di risanamento civile.

Tanti anni fa frequentavo un magistrato di elevata cultura e lungimiranza e mai e poi mai mi sarei aspettato che i programmi televisivi da lui prediletti erano quelli considerati “nazional popolari”, quelli frivoli, leggeri, per così dire. Alla sorpresa ed alla domanda perché li guardasse mi rispose candidamente “servono a farmi riposare il cervello!”.

L’età e l’esperienza ci deve condurre verso, non contro. Sfuggo da chi pontifica, da chi si irrigidisce e non intende dialogare. Mi sono reso conto che non sempre le cose sono quelle che appaiono o che si evidenziano al momento. Tendere una mano e recuperare un giovane in difficoltà è sempre consigliabile, è un affare per tutti noi.

La nostra è una comunità di esseri umani e come tali abbiamo il dovere di farci carico dei disagi dei nostri ragazzi e di coloro che si pongono in forma sbagliata e negativa. Scommetterei su Corona se potessi, come scommisi su Angelo, un giovane che ebbe la vicissitudine di rubare un motorino e che oggi è un bravo padre di famiglia.

Il  “Bullo” non nasce tale, non è nemmeno una qualità che si ha per tutta la vita, sono momenti difficili e particolari che si perpetuano anche dopo la fase adolescenziale in alcuni soggetti. I luoghi comuni e l’idea che il bullo provenisse da famiglie poco “abbienti” sono stati sbugiardati. Il disagio di questi giovani non è più quello economico e legato alle ristrettezze della propria famiglia, come si pensava un tempo. La solitudine, l’indifferenza, i litigi tra coniugi, la mancanza di sentimenti e di amore tra le mura domestiche contribuiscono a formare piccoli mostri che crescendo aumentano il livello di aggressività e di ribellione se non aiutati in tempo.

Faccio il tifo per Fabrizio Corona e mi auguro che un giorno possa vestire i panni di un tutore dell’ordine, forse l’aiuterà a comprendere meglio chi la veste veramente e seriamente la divisa, perchè no?!.


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