Perfume gallery Campomarzio70 apre le porte al pubblico: l’arte del profumo a Roma

//   14 marzo 2012   // 1 Commento

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Un doppio evento quello proposto da Campomarzio70  ad amici, ospiti, personaggi dello star system e appassionati del settore.

Domenica 11 marzo il cocktail Happy Noseday! ha visto nella Capitale il gotha dell’alta profumeria artistica. Da Olivier Durbano a Simon Brooke, da Clara Molloy a Yosh Han, da Andy Tauer a Vero Kern e tanti altri. E poi nel pomeriggio di lunedì 12 marzo il pubblico ha potuto accedere alle 9 ‘’visioni’’ tra grafica e parola attraverso le quali i parfume designer hanno intrattenuto e inebriato amici, ospiti e appassionati degli elisir spiegando, raccontando, descrivendo i loro brand.

C’era l’argentino Julian Bedel per la prima volta in Europa a presentare la sua FUEGUIA 1833 che riflette la varieta’ esotica dei tesori naturalistici sudamericani; la splendida francese Emilie Bouge con BRECOURT; il siciliano Giuseppe Imprezzabile che si fa chiamare con il nome del suo brand MEO FUSCIUNI composto unicamente da essenze naturali che evocano terre lontane, culture impregnate di aromi; il parfume designer della casa reale inglese Simon Brooke con GROSSMITH in perfetto British style; la meravigliosa americana Yosh Han che con la sua YOSH vuole invitare a scoprire luoghi straordinari e memorie  nascoste seguendo un percorso personale di riscoperta del se’; il Maestro Profumiere Lorenzo Dante Ferro che ha creato il sublime AMORVERO per il prestigioso hotel Hassler Roma; l’idolatrice del gentil sesso Vero Kern che con VERO.PROFUMO in ogni creazione e’ portata a rappresentare un universo femminile in miniatura; l’ “ossessionato” dai suoi profumi (come egli stesso si definisce) Angelo Orazio Pregoni che con O’DRIU’ crea delle vere e proprie suggestioni olfattive di ingredienti, emozioni ed esoterismo e infine l’esploratrice Clara Molloy che con MEMO rende omaggio alla sua passione per i viaggi attraverso una collezione che disegna una mappa olfattiva del mondo.

MONDOLIBERO e’ andato all’inaugurazione e ha intervistato tre di questi parfume designer che sebbene provenienti da regioni ed esperienze di vita differenti sono accomunati non solo dall’appartenenza alla medesima patria l’Italia ma in particolare dalla passione che gira tutta intorno all’olfatto, il profumo nella sua autenticita’.

Sì perche’ Lorenzo Dante Ferro, Giuseppe Imprezzabile e Angelo Orazio Pregoni hanno spiegato ai nostri microfoni perche’ quando si parla dell’Italia si pensa alla moda  e quando si parla del profumo il pensiero va alla Francia. Insomma in cosa secondo i tre parfume designer italiani l’Italia abbia sbagliato nel farsi sfuggire questa cultura. Ma soprattutto quale e’ la soluzione per l’Italia per riappropriarsi di questa “arte olfattiva”.

Gli antichi profumi solidi venivano bruciati per profumare gli ambienti e da qui nacque a Venezia il termine Par-Fumo, letteralmente “sembra fumo”. Nella Serenissima Repubblica di Venezia, grazie all’importanza dei commerci con l’oriente, si era sviluppata, già nel sedicesimo secolo, la conoscenza dell’Arte Profumatoria. Ne sono testimonianza le varie edizioni dei “Notandissimi secreti” di Giovanventura Rossetti, pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1555, o il ricettario di Eustachio Celebrino, “Opera Nova”, del 1551. Nel rinascimento Venezia era “il luogo del bel vivere”. Le enormi ricchezze che provenivano dai commerci con l’Oriente consentirono alle famiglie più abbienti di coltivare l’amore per il bello e per l’armonia del cosmo.

In questo periodo ebbe inizio l’arte dei cosiddetti “muschieri”, i primi Profumieri al mondo.

«Portare avanti l’italianita’, la cultura del profumo che e’ nostra, che ci appartiene da sempre, che abbiamoLorenzoDanteFerro 206x300 inventato noi e che il mondo si e’ appropriato (anche perche’ il mondo ha giocato sull’elemento di gruppo, gioco di squadra che a noi italiani manca perche’ siamo individualisti). E’ questa la mia idea! E in questo Campomarzio 70 sta facendo gruppo anche se di nicchia e comunque così facendo sta’ enfatizzando il settore». Così ai microfoni di MONDOLIBERONLINE il Maestro Profumiere Lorenzo Dante Ferro da quaranta anni nel settore e reduce da esperienze a New York Parigi, Londra.

«Oggi ci sono i telefonini e si parla di Steve Jobs ma ci siamo dimenticati che i primi furono Marconi e Meucci altroche’ Jobs…e così anche per il profumo i francesi non hanno neanche il bide’ per cui non hanno niente da insegnare a noi. Percio’ noi italiani – ha sottolineato Ferro -dobbiamo rienfatizzare quello che ci appartiene e questo gioco sull’esterofilia deve finire. Si dovrebbe riproporre l’elemento filosofico piu’ che commerciale. Anche se il commercio e’ stato comunque la conseguenza di un lavoro ben fatto come la moda, il cibo del Bel Paese».

«Secondo me noi dobbiamo togliere il prodotto perche’ parlarne diventa anacronistico ed enfatizzare, invece, un’idea, una filosofia, un proporsi nel vero stile italiano (benessere, buon gusto e qualita’)».

 fragranza di giuseppe imprezzabile 198x300E poi c’e’ l’idea di Giuseppe Imprezzabile che ha sperimentato la moda a 360° e poi ha incontrato l’essenza nelle immagini e la voglia di diffonderla . «Ho iniziato con la moda da Pitti Firenze  a Milano, Parigi, Berlino e poi e’ esplosa la passione per i profumi. E’ venuta da se’. Noi italiani abbiamo questo patrimonio dal 1500 e dobbiamo riprenderlo. Forse la via giusta e’  l’unione, la mescolanza».

«La Sicilia ha ispirato tantissimo le mie creazioni infatti il nome stesso della fragranza Meo Fusciuni e’ tipicamente siculo perche’ Meo e’ il nome di mio padre e Fusciuni e’ del dialetto siciliano che significa appunto scorrere, fluire e questo vale per le mie essenze. C’e’ in esse tutta la passione che mi ha lasciato la mia terra».

Infine Angelo Orazio Pregoni la cui atipicita’, originalita’ e suggestionabilita’AngeloOrazioPregoni 261x300 salta subito agli occhi. Il passaggio dalle note dei vini come sommelier ai profumi e’ stato breve per questo genovese che consiglia di puntare sul marketing per far in modo che l’Italia riguadagni il suo palcoscenico.

«Quello che forse non ci ha reso capaci di mantenere un’identita’ legata alla profumeria e’ la nostra assoluta inadeguatezza nei progetti di marketing. E poi devo dire che lo scenario italiano per tanti anni non ha presentato dei grandi fenomeni del settore e quello poi che e’ accaduto negli anni ’80 con il fashion, la moda ha distorto lo scenario del mondo dei profumi togliendo il palcoscenico ai ‘’nasi’’ e avvicinare sempre piu’ il brand al mondo del fashion. Questo ha fatto in modo che il profumo sempre piu’ venisse recepito come commerciale e la dignita’ del prodotto era semplicemente quella derivata dalla comunicazione pubblicitaria. Mentre la Francia con i grandi brand commerciali sono stati capaci di mantenere un’identita’ legata alla creazione di un ‘’naso’’. Quindi ha fatto scemare l’interesse mondiale della profumeria nei confronti dell’Italia. Pero’ tutto sommato si deve considerare che il fenomeno della profumeria selettiva di nicchia e’ tipicamente italiano e Campomarzio 70 lo rappresenta in pieno».

«O’driù e’ l’anagramma di druido proprio perche’ e’ un’alchimia di profumo che lavoriamo in maniera quasi settecentesca – ci ha raccontato Angelo Orazio Pregoni  - con filtraggi, infusioni,macerazioni. Tutto costituisce una sorta di magia intrinseca del prodotto che e’ atipica. Sono profumi estremi che vanno aldila’ dell’indossabilita’. Si tratta di una linea di profumi prettamente unisex. Ma c’e’ anche questa selezione dove i numeri dispari sono quelli con una vocazione piu’ maschile e quelli pari per un gusto femminile».

«Mi piace dire che la profumeria si distingue senza falsa modestia prima di O’driù e dopo O’driù  perche’ e’ l’unico profumo che ha portato, nell’ultimo anno, alla ribalta le tecniche di profumazione assolutamente atipiche. Profumi che nascono in primis dalla capacita’ artigianale e secondariamente di un imprinting artistico».

La memoria olfattiva è talmente primordiale perche’ si associa ad un odore un’immagine emozionale. Ed e’ così perche’ quanti di noi odorando un frutto si sono fatti trasportare dalla memoria nell’infanzia o sono entrati in una stanza e hanno sentito l’odore delle lenzuola inprofumate dal talco della nonna? Che dire? Il profumo e’ anche questo: farci viaggiare nel tempo.

Fabrizio Valentino Gianni Di Liello 300x220E Campomarzio70 in Via Vittoria e’ il posto giusto per inebriarsi e regalarsi un profumo autentico. Si tratta del terzo spazio della famiglia Di Liello nella capitale (oltre a quelli storici di Piazza del Pantheon e di Via di Campomarzio). Profumiere di terza generazione , Gianni di Liello, insieme ai figli Valentino e Fabrizio, ha voluto creare una cornice ad hoc, per dimensioni e location che potesse ospitare il meglio della profumeria selettiva.

 


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