Nuove regole fiscali per l’Eurozona. Ma è frattura con Londra

//   9 dicembre 2011   // 0 Commenti

cameron merkel sarkozy

Bruxelles – Dopo 11 ore e mezzo di colloqui, nasce una nuova Unione fiscale Europea a 23. Al vertice salva-euro di Bruxelles, i paesi dell’Eurozona trovano un accordo per la definizione di più stringenti regole fiscali finalizzate appunto a salvaguardare la moneta unica; un pacchetto di misure che costringerà i governi a mantenere bilanci più sani, una sorta di “patto fiscale” che verrà ufficializzato per mezzo di un accordo internazionale entro marzo 2012. Aderiscono tutti i paesi della zona Euro più Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania, mentre Repubblica Ceca e Svezia consulteranno i parlamenti prima di decidere. Rimane dunque fuori, nonostante un lunghissimo tira e molla, il Regno Unito. Tra l’UE e Londra si consuma quindi un’altra frattura. ”Se oggi è nata un’Europa a due velocità è colpa della Gran Bretagna - rincara la dose Nicolas Sarkozy - Non abbiamo trovato un accordo sulla modifica dei trattati a 27 a causa delle condizioni inaccettabili” poste da Cameron. Il presidente francese fa riferimento al protocollo che avrebbe esonerato Londra dall’applicazione delle regole sui servizi finanziari. Pronta la risposta del premier britannico: “Noi non vogliamo aderire all’euro, siamo contenti di esserne fuori, come lo siamo di non fare parte della zona Schengen. Noi non vogliamo rinunciare alla nostra sovranità come stanno facendo questi Paesi. Noi vogliamo i nostri tassi di interesse, la nostra politica monetaria: quello che ci veniva offerto non era buono per la Gran Bretagna, quindi meglio che si facciano un trattato tra di loro“. Londra non va contro la sua storia, ossia rinunciare ad un’importante fetta di sovranità cedendola alle istituzioni europee. Non lo fece ai tempi della nascita dell’euro, impensabile un ripensamento proprio quando è diventato indispensabile salvare una creatura in cui non si è mai creduto.

Le nuove regole

Ecco in sintesi le nuove regole elaborate al vertice salvaeuro.

PATTO FISCALE

E’ un regime di sanzioni automatiche per chi viola gli accordi a meno che 3/4 dei paesi votino contro. Le nuove regole sui budget saranno scritte nelle costituzioni nazionali. Il cosidetto “deficit strutturale”, che non considera gli effetti una tantum del ciclo economico e del rimborso sul debito, viene limitato allo 0,5% del Pil. Regole più severe, con la corte di giustizia europea chiamata a verificare il loro rispetto. “Conseguenze automatiche” per quei paesi che sforano il limite del deficit/pil del 3%.

EUROPEAN STABILITY MECHANISM

Il fondo di salvataggio, o Meccanismo di stabilità europeo (Esm) entrerà già in vigore dal luglio 2012. La dotazione sale a 500 miliardi di euro. L’Esm non avrà una licenza bancaria così da non poter attingere ai fondi della Banca centrale europea (come richiesto da Berlino).

FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

Le banche centrali nazionali potranno impegnarsi in prestiti bilaterali al Fondo monetario internazionale per 150 miliardi di euro a cui si potrebbero aggiungere altri 50 miliardi provenienti dai paesi europei non appartenenti all’Eurozona.

TUTELE PER I PRIVATI

Escluso nel futuro un coinvolgimento del settore privato. I leader hanno riconosciuto che la politica precedente durante la crisi in Grecia, ossia costringere gli investitori privati ad accettare le perdite delle loro disponibilità in debito greco, ha fallito e non sarà ripetuta.


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