Esenzioni per i pannoloni per adulti: ecco cosa dice la legge

//   12 luglio 2017   // 0 Commenti

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pannoloni per adulti 300x300Gli ausili monouso ad assorbenza, quelli che chiamiamo comunemente pannoloni per adulti, vengono utilizzati da circa 5 milioni di italiani che soffrono di incontinenza e naturalmente da chi si prende cura dei malati. Eppure, nonostante le cifre parlino da sè, ancora oggi ci sono persone che non riescono ad ottenere dalla Asl un numero sufficiente ed adeguato di pannoloni e tantomeno il modello adatto alle proprie esigenze.

Considerando il fatto che il Servizio sanitario spende in pannoloni oltre 190 milioni di euro ogni anno, sono anche in molti a lamentarsi della qualità.

Ci sono poi delle difficoltà oggettive, di tutti coloro che lamentano il fatto di non riuscire ad andare in farmacia a ritirare i voluminosi pacchi e chi invece non sa dove riporre le confezioni che ogni tre mesi vede recapitarsi al proprio domicilio.

Il punto focale è che stiamo parlando di persone che soffrono di una condizione invalidante dal momento che l’incapacità di trattenere l’urina, seppur presenti livelli di gravità variabile, non solo limita le attività sociali, ma è da considerarsi deprimenti. E naturalmente, non mancano nemmeno gli ostacoli burocratici per ottenere ciò, non solo di cui si ha bisogno, ma soprattutto, che spetta, partendo proprio da un’informazione che dovrebbere essere facile da ottenere, ma che così non è. Eppure il quadro normativo nazionale è chiaro: il Nomenclatore protesico, del 1999 (Decreto min. Sanità 332), ha definito che cosa il Servizio sanitario dovrebbe garantire: tipi di ausilio, quantitativi massimi (120 pezzi al mese a paziente, 150 per il pannolone “a formato unico”), tempi di consegna (5 giorni dall’autorizzazione alla fornitura da parte dell’Asl).

Perchè si punta sul risparmio?

Il Decreto min. Sanità 321 del 31 maggio 2001, che ha stabilito gli aventi diritto ai pannoloni per adulti: le persone affette da incontinenza stabilizzata (insieme ad altre categorie), sgombrando il campo da richieste di “invalidità civile”. Lo stesso decreto traccia l’iter per ottenere i pannoloni: prescrizione (massimo per un anno, rinnovabile) di uno specialista del Ssn che indica “i dispositivi necessari e appropriati” e poi autorizzazione della Asl, che deve prevedere “modalità di consegna frazionate”. I Livelli essenziali di assistenza del 2008 (DPCM del 23 aprile) hanno confermato le disposizioni, raccomandando “qualità delle forniture, capillarità della distribuzione, disponibilità di modelli per le specifiche esigenze”.

Perchè esistono differenze da Regione a Regione?

Ci sono differenze da Regione a Regione perchè tutte o quasi puntano al risparmio, e poi ci sono i soliti “tagli”, a cui purtroppo ci siamo dovuti abituare.

Resta il fatto che se una persona soffre di patologie croniche che causano importanti problemi di incontinenza, può richiedere al proprio Distretto Sanitario gli “ausili per l’incontinenza”, che non consistono solo in pannoloni per adulti a mutandina, rettangolari o sagomati, anche anche cateteri, sia per usi interni che esterni, sacche di raccolta urina sia da giorno che da notte e traverse salvamaterasso.

Per ottenere questi ausili bisogna prima rivolgersi al proprio medico per avere una prescrizione e prenotare una visita specialistica (urologo, geriatra, neurologo). Effettuata la visita medica specialistica, si otterrà l’autorizzazione e la fornitura degli ausili.


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