Esclusivo: Intervista a Massimo Teodori autore del pamphlet “Risorgimento Laico. Gli inganni clericali sull’Unità d’Italia”

//   9 novembre 2011   // 0 Commenti

massimo_teodori

Scrittore, storico, saggista, ‘’politico’’ non professionista (così si definisce nella pagina del suo sito) o meglio gia’ parlamentare radicale, docente universitario, già architetto, assimilato a un “BoBo” che sta per Bourgeois Bohemien (così dicono quelli che lo conoscono)  e un ‘’mildly socialite’’ (oserei aggiungere come definizione di persona moderatamente mondana). Nel privato? Non saprei. Ma e’ in questo modo probabilmente che ha mantenuto il rapporto con il pubblico ‘’che ha placato quella febbre di protagonismo che è connaturata a chiunque abbia assaporato il gusto della bella politica’’.

Insomma ‘’Cambiare così tante volte attività, ha stimolato curiosità e interesse per uomini e cose sempre nuovi e diversi’’. Ho voluto fare una breve digressione e riportare questa frase che si legge nel suo sito per condividere con i lettori Massimo Teodori.

cover del pamphletMONDOLIBERONLINE lo ha incontrato dopo la presentazione del suo ultimo volume“Risorgimento Laico. Gli inganni clericali sull’Unità d’Italia”, nell’ambito  del ‘’Caffè della Storia. Proiezioni e incontri con gli Autori’’, che si e’ tenuta  nello spazio caffetteria di MelBookstore a Roma in Via Nazionale, 255.

Lei nel volume dimostra che la laicità, oltre l’unità e l’indipendenza, è stata un pilastro unificante delle correnti politiche che hanno fatto l’Italia, sia con i monarchici che con i repubblicani, sia con i liberali della Destra (Cavour) che con i democratici della Sinistra (Garibaldi e Mazzini). In che senso ce ne puo’ parlare?

Il movimento risorgimentale che aveva come obiettivi l’indipendenza dallo straniero (gli austriaci al Nord, i borboni al Sud…), l’unificazione territoriale della penisola,  e la creazione di istituzioni comuni era  diviso nei modi per raggiungere questi obiettivi e nei mezzi da adoperare. Tutte le varie correnti convergevano tuttavia nell’idea che il potere politico e civile dovesse essere separato da quello religioso. Del  resto uno degli ostacoli all’unità territoriale della penisola era proprio il potere temporale che dominava nell’Italia centrale e che si oppose all’unificazione fino alla presa di Roma del 20 settembre 1870. Per questo la laicità, ovvero la separazione tra Stato e Chiesa, fu un significativo fattore comune alle varie correnti.

 Ma, secondo Lei, si puo’ parlare ancora di Unita’ d’Italia?

Ci mancherebbe altro. Lo Stato italiano, creato nel 1861 e consolidato prima nella grande Guerra e poi con la Repubblica dopo la sconfitta del fascismo, è la pagina gloriosa ed indispensabile del nostro stesso essere italiani. I neo-borbonici, i cosiddetti “padani” e i neo-clericali anti-risorgimentali rappresentano dei virus che vorrebbero penetrare l’identità italiana e che io spero non attecchiscano.

 Perche’ alla fine del pamphlet e’ come se ‘’mettesse in guardia’’ di fronte alle nuove tendenze anti-illuministiche, anti-liberali e anti-democratiche che evocano, dopo centocinquant’anni, lo spirito reazionario del Sillabo di Pio IX?

Perché nonostante il fatto che la società italiana sia molto secolarizzata, il neo-tradizionalismo in campo non solo religioso ma anche civile e politico ha avuto negli ultimi vent’anni dei pericolosi rilanci. Basta osservare la natura delle leggi integraliste sulle cosiddette “questioni morali” approvate negli ultimi vent’anni. Alcune dichiarazioni di Benedetto XVI somigliano spaventosamente alle proposizioni contro la civiltà moderna del Sillabo.

 Lei e’ storico, saggista, già parlamentare radicale noto per le battaglie laiche e contro la corruzione politica. L’Italia di oggi, del 2011 e’ recuperabile (dal punto di vista politico,laico, clericale..)? Cosa c’e’ di sbagliato o Chi e’ che sbaglia?

La questione centrale è che l’attuale classe politica, soprattutto a destra ma anche a sinistra, è spaventosamente complessata rispetto ai poteri esterni e pertanto priva di reale autonomia. Ciò è quel che porta molti leaders di tutti i colori a genuflettersi di fronte alle alte gerarchie ecclesiastiche. Fino a quando non si ricrea un presidio laico nelle istituzioni, vi saranno tempi duri. Perché le tradizioni post-democristiane, post-comuniste e post-fasciste sono per eccellenza anti-laiche.

 Il ruolo della Chiesa e’ cambiato?

Certamente. La Chiesa di Benedetto XVI, ancor più marcatamente di quella ecumenica di Giovanni Paolo II, ha spostato le lancette dell’orologio all’epoca precedente al Concilio vaticano II. Ma ciò che osservo con maggiore attenzione non è il travaglio teologico in campo religioso quanto la sua influenza sul terreno civile. I “valori non negoziabili”, rispettabilissimi come direttiva per la coscienza di chi crede, diventano l’anticamera dell’autoritarismo se tradotti in norme positive.

 In un intervista sul Corriere ha parlato della ‘’doppia faccia di Benedetto XVI’’. Ce lo spieghi.

Sì. E’ quella di chi lascia intendere di partecipare alle celebrazioni per il 150°  del Regno d’Italia e, al tempo stesso, nega tutti i presupposti e la sostanza della formazione dello Stato italiano, e rimette in pristino l’esistenza di un’identità italiana prima e nonostante il Risorgimento.   

 Definisca il Partito radicale di oggi.

Il narcisismo pannelliano ha – purtroppo – distrutto la gloriosa tradizione della democrazia radicale di cui il Partito Radicale fino agli anni ’80 del Novecento è stato interprete.

Battaglie laiche, corruzione politica, Italia clericale: queste parole rispecchiano il Bel Paese?

Mi pare che un quasi ventennio di berlusconismo ci abbia ridotto sul lastrico, nonostante le grandi speranze che si erano accese all’inizio degli anni Novanta quando era stata annunziata e promessa una svolta liberale di cui l’Italia avrebbe gran bisogno.

L’Italia di oggi in 3 parole.

Sgangherata, senza passioni e, nonostante tutto, ancora bellissima.

Ha gia’ in mente il tema del prossimo volume?

Dopo 5 libri che hanno esplorato storicamente il tema della laicità (“Laici”, “Storia dei laici”, “Contro i clericali”, “Pannunzio”, “Risorgimento laico”), e un altro in preparazione (Epistolario Pannunzio-Valiani sulla Democrazia laica) devo pensar su a ciò che farò.  

 

Massimo Teodori, noto per le battaglie laiche e contro la corruzione politica, di se’: ‘’Nelle campagne laiche e contro la corruzione che ho condotto in Parlamento e in quel che scrivo nei miei saggi, mi pare, si rintraccia il filo rosso dell’autentica tradizione radicale’’. 

 


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