“Eroica” e “Renana” con laVerdi diretta da Claus Peter Flor in Auditorium

//   4 ottobre 2016   // 0 Commenti

foto Claus Peter Flor-copyright Masha Sirago

Una “doppia Terza” per laVerdi in questo 29° programma di stagione, tutto all’insegna dell’Ottocento tedesco. Venerdì 7 (ore 20.00) e domenica 9 ottobre (ore 16.00 – sold out), all’Auditorium di Milano, saranno protagoniste in accoppiata la Terza sinfonia di Beethoven (Eroica) e la Terza sinfonia di Schumann (Renana), con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi affidata al talento riconosciuto in tutto il mondo di Claus Peter Flor, che torna sul podio di largo Mahler per la quarta volta nel 2016. Ricordiamo nel luglio scorso “La “Symphonie Fantastique” di Berlioz diretta da Claus Peter Flor in Auditorium : http://www.mondoliberonline.it/la-sinfonie-fantastique-di-berlioz-diretta-da-claus-peter-flor-in-auditorium/64487/

Venerdì 7 ottobre, sempre in Auditorium (ore 18.00, ingresso libero, Foyer del balconata), si terrà la tradizionale conferenza di introduzione al programma: in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, Enrico Reggiani parlerà di Grandiosità sinfonica, a proposito del binomio Beethoven-Schumann. Cinquant’anni nel segno dell’esperienza sinfonica di due giganti della forma-sonata: dalla Terza di Beethoven, che inaugurò la fase centrale della sua parabola creativa tra il 1802 ed il 1804, alla Terza di Schumann, che ne decretò il successo sul fronte della composizione per orchestra nel 1850.

Info: (Biglietti: euro 35,00/15,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar – dom ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line:  www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).

Programma: L’Eroe della Terza sinfonia (1803-04) era come si sa Napoleone, dal cui genio e dalle cui vittorie Beethoven era stato conquistato. Quando però si proclamò imperatore, la dedica fu cancellata e sostituita con l’espressione “al sovvenire di un grand’uomo”. La vicinanza con le musiche Le creature di Prometeo (1802) mostra comunque come fossero il tema e la figura dell’eroismo ad attrarre prima di tutto Beethoven, proteso ad aprire nuove strade alla forma sinfonica.

Con la Terza sinfonia (1850) Schumann rendeva omaggio alla “sua” Germania, raffigurata nella Renania dove si era trasferito, come direttore musicale a Düsseldorf. Era per lui un periodo di felicità e di energia vitale, che la sinfonia trasmette all’ascoltatore. Liberatosi dai vincoli della forma classica in quattro movimenti (alla Haydn, Mozart, Beethoven), Schumann dispone la sinfonia in cinque parti libere, corrispondenti all’assenza di conflitti drammatici e tormenti interiori. Altro elemento distintivo lento è la varietà di richiami musicali, come ai Ländler popolareschi del terzo tempo e agli antichi corali che nel quarto evocano una cerimonia solenne nella cattedrale di Colonia.

(Foto © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com)

 


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