Eni Foundation al fianco di bambini e anziani

//   22 novembre 2011   // 0 Commenti

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Considerare, promuovere, contribuire. Sono queste le tre parole d’ordine di Eni Foundation, l’ente che promuove la tutela dei diritti dell’infanzia e della terza età attraverso la realizzazione di iniziative di solidarietà sociale che ne favoriscano il pieno benessere e sviluppo. Voluta da Eni per dotarsi di una struttura autonoma dedicata in modo esclusivo ad attività di solidarietà sociale, Eni Foundation applica i criteri di efficienza di impresa a finalità di tipo filantropico e opera in linea con i valori e i comportamenti del Fondatore: rispetto dei diritti umani, centralità e valorizzazione della persona, cooperazione e solidarietà.

Con la creazione di una Fondazione autonoma Eni intende potenziare il supporto alle Unità di Business per quanto attiene ai programmi di intervento a favore delle comunità locali negli oltre 70 paesi di presenza operativa ma, soprattutto, esprimere il proprio crescente coinvolgimento come impresa responsabile nei confronti della comunità nella sua accezione più estesa.
Per svolgere un ruolo attivo nella comunità Eni Foundation intende concentrare la propria attenzione sulle maggiori problematiche sociali legate alla tutela dei diritti fondamentali dell’individuo: sopravvivenza, sviluppo sociale e protezione.
In tale ambito, bambini e adolescenti da una parte, e anziani dall’altra sono tra i soggetti più fragili e indifesi, sottoposti spesso a negligenze e abusi, sfruttamento ed emarginazione e, quindi, particolarmente bisognosi di aiuto e di sostegno.

Dunque, a questo impegno si ricollegano i tre concetti base espressi da Eni Foundation: considerare il minore e l’anziano, al pari degli altri cittadini, come soggetti detentori a pieno titolo di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici; promuovere la tutela dei loro diritti e la soddisfazione dei loro fabbisogni primari; e infine contribuire al loro benessere e sviluppo con iniziative volte a garantirne la qualità della vita e a prevenire fenomeni di disagio e di esclusione sociale.
Pur agendo in primo luogo attraverso attività progettuale propria, la Fondazione ha all’attivo collaborazioni e partnership con associazioni non governative, agenzie umanitarie, istituzioni e amministrazioni locali. I partner vengono selezionati in base a specifiche e comprovate capacità e competenze negli ambiti di interesse e in funzione della complessità dei progetti da realizzare.
Pur essendo a tutti gli effetti un soggetto autonomo e indipendente, Eni Foundation fa riferimento al know-how e all’esperienza maturati dalle persone che lavorano in Eni e di coloro che hanno lavorato per l’azienda in passato, come ad esempio i veterani dell’APVE. Attingendo a questo grande patrimonio di conoscenze, essa si propone di accrescere la propria capacità per dare un contributo concreto alla soluzione di problematiche sociali di particolare valenza e significato.

Attualmente la Fondazione è impegnata in progetti volti a migliorare la salute dell’infanzia in tre paesi del Terzo Mondo: Congo, Angola e Indonesia. In queste aree disagiate, Eni Foundation mira a contribuire al miglioramento dell’efficienza dei sistemi sanitari locali e alla promozione di efficaci misure di prevenzione primaria attraverso il sostegno a programmi di sorveglianza epidemiologica e di immunizzazione delle principali malattie; al potenziamento delle strutture sanitarie di base con interventi di ristrutturazione ed equipaggiamento; al miglioramento del livello di preparazione e competenza del personale sanitario locale con attività di formazione e di aggiornamento professionale; alla sensibilizzazione e informazione delle popolazioni in tema di prevenzione e di educazione sanitaria ed alimentare. Insomma, un impegno a 360° comprensivo di un’azione lungimirante che ponga le basi per un futuro meno disagiato.
In tal senso si muovono “Salissa Mwana” (Proteggiamo i bambini) e “Kento Mwana” (Madre Bambino), progetti avviati in Congo per migliorare, nel primo caso, l’assistenza sanitaria all’infanzia attraverso un vasto programma di vaccinazioni e monitoraggio contro le principali malattie infantili nelle comunità rurali isolate delle regioni del Kouilou, Niari e Cuvette, e nel secondo caso, ridurre al 2-3% la trasmissione verticale del virus HIV/AIDS da madre a figlio.


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