Energia e Pmi: Padova Energia taglia la “bolletta” del 12%

//   23 marzo 2012   // 0 Commenti

padova energia presidente stefano griggio  300x225In uno scenario da impennata dei prezzi di luce e gas che tarpa la ripresa, le imprese competono e vanno avanti. Da sole. A dirlo è il bilancio di esercizio 2011 di Padova Energia, il consorzio di acquisto di Confindustria Padova, approvato nei giorni scorsi dall’assemblea dei soci, che ha conseguito un risparmio stimato in 6 milioni di euro sui
consumi elettrici delle 287 aziende aderenti (per 422 stabilimenti serviti). Un risultato che porta la riduzione della “bolletta elettrica” tra le più performanti nel panorama del libero mercato.
Mentre le aziende pagano l’energia il 30% più della media europea (il 37,8% le energivore), Padova Energia, tra i primi consorzi nati in Italia e tra i maggiori per volumi di consumo, conferma il ruolo di calmiere dei costi energetici per le Pmi, specie per quelle meno strutturate per negoziare da sole con i fornitori.
Nel 2011 il risparmio medio sul prezzo di acquisto dell’energia per le 287 aziende aderenti (271 nel 2010) è stato del 12%, in una forbice dal 7 al 20%. Dal 2000 ad oggi il consorzio di acquisto ha conseguito risparmi complessivi sulla “bolletta” delle aziende per circa 56 milioni.
Nel 2011 i consumi totali delle aziende aderenti sono stati di 612 milioni di chilowattora (kWh), con una variazione del +12,9%. Le previsioni a fine 2012 sono di consumi totali per
679 milioni di kWh a seguito dei nuovi ingressi nel consorzio. Il fatturato 2011 è stato di 72,5 milioni di euro (+6,6%).
Per il 2012 Padova Energia ha rinnovato il contratto di fornitura, alle migliori condizioni di mercato, con Edison Energia per le aziende del gruppo di acquisto con consumi superiori al milione di kWh e con E.ON. Energia per le aziende con consumi inferiori al milione di kWh.

«L’ingresso di nuovi soci e i volumi di consumo confermano la gestione virtuosa del Consorzio e la centralità della sua mission – sottolinea il presidente di Padova Energia, Stefano Griggio -. Grazie alla forte azione di lobby verso i fornitori, ogni impresa aderente ha la stessa forza
contrattuale di un grande cliente, qualunque sia il suo volume di consumo. Questo si traduce nella capacità di negoziare prezzi competitivi, più bassi rispetto a quelli che le aziende
pagherebbero facendo da sole. Un risultato significativo in uno scenario segnato da prezzi delle materie prime che restano sui valori massimi del 2008. Ora vogliamo estendere i benefici a tutte le Pmi, grazie a una maggiore diversificazione delle forniture». «Nel futuro di Padova Energia – aggiunge Griggio – c’è l’intenzione di allargare l’assistenza anche alla fornitura di gas, già avviata in aziende con oltre 300mila mc di consumo all’anno».
«Le nostre imprese scontano un sovrapprezzo record dell’energia, non solo per la dipendenza dall’estero ma anche per il peso del fisco – precisa il presidente di Confindustria Padova Massimo Pavin -. Se al netto delle imposte a metà 2011 un medio consumatore industriale pagava l’elettricità il 24% in più di un collega britannico, includendo il fisco questo gap schizza al 43%. Livelli che con gli ultimi aumenti, sia delle materie prime che della tassazione, non giovano alle speranze di ripresa. Con il consorzio Padova Energia riusciamo a incidere sulle voci di generazione, circa il 55% della bolletta, ma non su quel 45% costituito da componenti tariffarie, oneri di dispacciamento, trasporto e imposte. Ridurre questi costi potrebbe favorire gli investimenti. Se vogliamo dare prospettive di sviluppo industriale occorre dare priorità a quel piano energetico nazionale che manca da vent’anni e che riequilibri il mix di fonti energetiche, troppo sbilanciato su gas e petrolio. Non è più rinviabile una politica di investimenti sulle infrastrutture mancanti per le interconnessioni elettriche e di gas» .


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