ENEL e TELECOM in corsa per la superfibra

//   19 aprile 2017   // 0 Commenti

le smart grid del futuro

Era il lontano 3 marzo 2015 quando il Governo italiano ha approvato la Strategia Italiana per diffondere sul proprio territorio la banda ultralarga e dotare di servizi tecnologici 32 milioni di contatori in tutta Italia, creando così delle smart grid in tutto il Paese. Il business della società di Enel, creata ad hoc: “Open Fiber” (nata dalla fusione con Metroweb), non era entrare in concorrenza con i fornitori di servizi telefonici, ma posizionarsi fra i costruttori della rete nazionale.

Nel 2016 la commissione Infratel ha dato l’ok per il primo bando di gara da 1.4 miliardi di euro per la realizzazione di cinque lotti: Abruzzo – Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. Nel 2017 è previsto un lungo elenco di principali città che entreranno nella rete. Entro il 2020 è prevista la copertura dell’85% del territorio nazionale, con una connettività di 100 Mbps! Gli altri si devono accontentare di arrivare a 30 Mbps. Ma stiamo già parlando di 1GBit!

Perché questo approccio di Telecom (che parla anche di investimenti propri) ed Enel, alla fibra ottica a banda larga? Scopriamo che l’Italia è indietro in tutte le classifiche, a detta di Agid (Agenzia per l’Italia Digitale ) nel programma europeo per la diffusione della digitalizzazione prevista nel programma Agenda Digitale Europea per il 2020. Ora siamo nel 2017 e da qualche anno i fondi europei coinvolgono il supporto alle PMI, alla formazione, alla sicurezza, ecc.

Nel frattempo, mentre qualche altro Paese cercava di accaparrarsi i fondi europei, in Italia non siamo stati fermi: dal 2014 è stato elaborato un piano nazionale per la digitalizzazione, cercando di ridurre gli oneri amministrativi delle Regioni e dei Comuni, è stata programmata una regia unitaria per realizzare le infrastrutture immateriali (?) per la competitività e innovazione delle imprese.

Ora ci siamo! Le porte alla digitalizzazione globale si sono aperte e un nuovo futuro commerciale e lavorativo si prospetta all’orizzonte. Questo di sicuro agevolerà tutti i nuovi portali di vendita online, gestiti prevalentemente da multinazionali estere, e un’era di formazione inernazionale potrà beneficiare dello scambio di culture e banche dati, con molte nuove opportunità lavorative e imprenditoriali per i giovani e non.

Per quelli che come me, che vivono fortunatamente in un’area naturale dove non solo la fibra, larga o stretta, non si affaccerà all’orizzonte ancora per molto, di grazia se in qualche punto il cellulare “prende” e se non vuoi essere disturbato basta spostarsi di mezzo metro, è bastato ricorre al satellitare per beneficiare del web. Allora, perché non potenziare questa tecnologia, invece di posizionare milioni di chilometri di cavi in fibra ottica? Approfondiremo i pro e i contro.

Per chi invece vuole entrare nel futuro tecnologico italiano, consultate tutto il programma italiano:

http://www.agid.gov.it/sites/default/files/documenti_indirizzo/strategia_bul_nov._2014.pdf

 


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