Il finto multipartitismo del Kazakistan

//   16 gennaio 2012   // 0 Commenti

nursultan_nazarbayev

Per la prima volta nella giovane storia del parlamento del Kazakistan siederanno i rappresentanti di tre partiti e non solo quelli del Nur Otan. Svolta storica? Primi vagiti di una vera democrazia nel paese asiatico? Macché. Quello uscito dalle urne delle elezioni legislative di domenica è un multipartitismo finto, di facciata. Insieme al partito Nur Otan del riconfermatissimo presidente Nursultan Nazarbayev, che ottiene comunque l’80,74 % dei voti, ci saranno due formazioni filo-regime, il Partito democratico kazako Ak Zhol, con il 7,46 % delle preferenze, e il Partito comunista del Kazakistan, con il 7,42 %.
L’Ak-Jol, infatti, anche se viene presentato come forza di opposizione, è considerato vicino al potere, mentre il Partito comunista del popolo è anch’esso filo regime. A loro comunque il merito di aver superato lo sbarramento del 7%, soglia minima per l’ingresso nella camera bassa del parlamento, dal 1991 dominio esclusivo del partito del presidente. Gli altri quattro partiti in lizza sono invece rimasti fuori.

A breve è attesa una prima valutazione degli osservatori dell’Osce, l’organismo che finora non ha mai riconosciuto come democratico un voto in Kazakhstan. Nel frattempo il Partito social-democratico, l’unica voce critica contro il governo tra i sette partiti in corsa per le elezioni, ha fatto sapere che non riconosce la legittimità del voto e che organizzerà una protesta.


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