Ecco cosa contestiamo all’assessore regionale alla caccia, il leghista Daniele Stival

//   14 luglio 2011   // 0 Commenti

Per chi afferma che le nostre critiche all’assessore regionale alla caccia del Veneto, il leghista Daniele Stival, siano infondate o pretestuose, o motivate solo da contrapposizione politica, abbiamo provveduto a fare una valutazione di merito sui contenuti del calendario venatorio regionale recentemente fatto approvare alla Giunta regionale del Veneto dall’Assessore Stival. 1) Sul ritardo nell’caccia 12emanazione del calendario venatorio:

a)    La legge regionale 50/93 recependo quanto previsto dall’art. 18 comma 4 della legge statale 157/92, stabilisce che entro il 15 giugno di ogni anno la regione debba approvare e pubblicare il calendario venatorio regionale. Sia il calendario 2010/2011 che il calendario 2011/2012 sono stati approvati con colpevole ritardo dalla Giunta regionale a causa dell’Assessore Stival, che vuole imporre ai cittadini il rispetto delle leggi ma è il primo a dare l’esempio negativo nel non rispettare la normativa vigente. Nella gestione dell’assessorato regionale alla caccia a guida dell’allora assessore regionale Berlato e dal successivo assessore Donazzan, non è mai capitato che il calendario sia stato approvato dopo il 15 giugno. La scelta di approvare e pubblicare il calendario entro il 15 giugno, oltre che un obbligo di legge, è una dimostrazione di rispetto nei confronti dei cacciatori ai quali bisogna presentare il calendario prima che siano costretti a rinnovare la licenza di caccia;

b)    Il parere dell’INFS (ora ISPRA) è obbligatorio ma non vincolante, tranne che per il posticipo della chiusura della caccia per alcune specie dopo il 31 gennaio (art. 42 della Comunitaria). Prova ne sia che la Regione, laddove ha voluto, si è discostata più volte dal parere ISPRA, nascondendosi invece per comodità dietro questo parere per imporre le restrizioni volute dall’Assessore Stival e dai suoi cattivi consiglieri. Del resto, se l’Assessore Stival si lamenta del parere negativo dell’ISPRA, cosa aspetta a fare approvare il disegno di legge relativo all’Istituto Veneto per la Fauna Selvatica, giacente in Consiglio regionale da più di un anno? Tale ritardo è forse causato dal fatto che il Presidente Zaia non ha ancora fatto modificare lo Statuto ed il Regolamento della Regione Veneto, cosa che si era impegnato a fare nei primi cento giorni del suo mandato? ( ricordiamo tutti i suoi proclami: obbligherò i consiglieri a dormire nel sacco a pelo in aula consiliare, ma entro cento giorni dal mio insediamento rigireremo la Regione come un calzino ( sich ?!?!). Quanti altri cento giorni dovranno passare prima che questo ed altri impegni siano onorati?

2) Nel merito del calendario venatorio 2011/2012:

c)    Il calendario venatorio 2011/2012 prevede la preapertura al 3 settembre anziché al primo settembre, come invece prevede la legge. La tortora selvatica può lasciare i nostri territori alle prime variazioni climatiche di fine agosto/primi di settembre. Due giorni di ritardo possono vanificare la cacciabilità di questa specie;

d)    la preapertura al colombaccio confligge con le indicazioni dell’ ISPRA e con le motivate argomentazioni delle associazioni specialistiche che chiedono non venga cacciata questa specie nel periodo in cui i piccoli, soprattutto nelle popolazioni stanziali, sono ancora dipendenti dai genitori;

e)    è permessa la cacciabilità del combattente dal 18 settembre al 31 ottobre, mentre la legge statale 157/92 prevede che questa specie sia cacciabile fino al 31 gennaio;

f)     il carniere consentito per l’allodola nel mese di settembre è ridotto a dieci capi, preludio di analoghe ed ulteriori restrizioni che verranno imposte per questa specie nei prossimi calendari;

g)    la cacciabilità delle specie beccaccia, cesena, tordo bottaccio e tordo sassello è fissata dal 18 settembre al 19 gennaio, mentre le legge statale 157/92 consente la cacciabilità di queste specie fino al 31 gennaio;

h)    la pernice rossa che fino all’anno scorso era cacciabile sia nelle Aziende agrituristico venatorie che nelle Aziende Faunistico Venatorie, quest’anno è cacciabile solo nelle Aziende agrituristico venatorie;

i)     vengono stabilite giornate fisse per la caccia alla stanziale, differenziate non solo tra le varie province ma anche  tra diversi ATC della stessa provincia;

j)     il calendario venatorio regionale, in attuazione dell’art. 42 della Comunitaria, prevede il posticipo del prelievo al 9 febbraio solo per il colombaccio, ghiandaia, gazza e corvidi e non per le altre specie migratrici (ad esempio gli anatidi) per le quali sarebbe possibile prevederne  la cacciabilità. Ci risulta che la Regione del Veneto non abbia neppure avanzato la richiesta all’ISPRA per ottenere il parere sul posticipo della chiusura per queste specie di forte interesse venatorio;

k)    la caccia agli ungulati è consentita solo con fucili a canna ad anima rigata dotati di ottica, escludendo l’uso dei fucili con canna ad anima liscia ( tutti i cacciatori di ungulati devono comprarsi la carabina ) ed escludendo la caccia con il cane segugio, consentita invece dalla 157/92 che, all’art. 21 comma 1 lettera ff), vieta l’uso del segugio solo ed esclusivamente per la caccia al camoscio);

l)     il calendario venatorio regionale istiga alla immissione del cinghiale nel territorio del Veneto per renderlo specie normalmente cacciabile, ignorando, oltre al parere contrario dell’ISPRA, anche il grave impatto di questa specie sulle altre specie, sul territorio e sulle colture agricole;

Ecco le ragioni principali per le quali siamo contrari all’operato dell’assessore regionale alla caccia, il leghista Stival, il quale, seguendo i suoi cattivi consiglieri, sta ripristinando la vecchia politica del carciofo, quella politica che impone ogni anno nuove ingiustificate restrizioni all’attività venatoria. Cacciare meno per cacciare meglio è il motto usato da Stival mentre si ostina a scimmiottare i suoi cattivi consiglieri. In realtà, l’effetto di questa politica scellerata porta solo ad obbligare i cacciatori a pagare sempre di più per poter cacciare sempre meno e sempre peggio. Se dovessimo dare un voto al nuovo assessore regionale alla caccia, il leghista Daniele Stival, saremmo costretti a dargli quattro in condotta e zero in profitto.

on. Sergio Berlato

Deputato italiano al Parlamento europeo, Presidente pro tempore dell’Associazione per la difesa e la promozione della Cultura rurale – Onlus

 

 


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