E’ arrivato momento delle scelte: privatizzare e abbassare l’iva

//   28 luglio 2011   // 0 Commenti

iva romania

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il Palazzo del Parlamento

Nel momento più difficile della congiuntura economico-finanziaria globale per tutti i paesi sembra arrivato il momento delle scelte imprescindibili per porre le basi di una ripresa economica duratura.

Negli anni scorsi abbiamo assistito alla più imponente tempesta finanziaria che ha spazzato via molti grandi gruppi, messo in difficoltà diverse monete fino ad arrivare al quasi default finanziario di alcuni stati sovrani. In questa fase la cifra della crisi sembra essere molto più economica che finanziaria anche se non vanno sottovalutati i continui attacchi speculativi contro gli anelli deboli del sistema come Portogallo, Irlanda del Nord e da ultimo la Grecia.

Un dato molto allarmante, che segnerà probabilmente l’andamento mondiale per almeno il prossimo quinquennio, è il possibile down grade del debito pubblico statunitense che per la prima volta rischia di perdere la tripla “A “ nei giudizi emessi dalle agenzie di rating e che potrebbe comportare un vero e nuovo terremoto sui mercati e nella economia reale.

La Romania sembra, invece, avviata sulla strada giusta, infatti secondo gli ultimi report rilasciati il paese ha registrato un importante upgrade passando da “junk“ a “investment grade”. Questo giudizio positivo, quindi, renderà meno onerosa la raccolta di denaro sui mercati tramite il collocamento dei titoli pubblici previsto per il prossimo autunno e avrà contestualmente la funzione di attrarre nel paese quegli investimenti stranieri che nell’ultimo biennio erano stati dirottati altrove dopo avere toccato il massimo di quasi 10 mld di euro negli anni 2007 e 2008.

I dati macro economici del primo semestre 2011 forniscono segnali  contrastanti infatti se il PIL è cresciuto del 1,5%  e la disoccupazione, grazie al nuovo codice del lavoro, ha registrato un lieve calo si deve tuttavia ricordare come l’inflazione abbia raggiunto il suo massimo all’8%, che è il più alto tra i paesi EU, andando a diminuire il potere di acquisto dei salari. Se poi la spinta inflazionistica durerà ancora nel medio periodo si andrà inevitabilmente incontro ad un rallentamento della domanda interna con un poco auspicabile calo dei consumi, fattori che potrebbero mettere in difficoltà il processo di ripresa in atto.

Il governo dovrebbe avere la forza di adottare alcune misure che possano dare solidità e fiducia all’economia ed ai mercati, in primo luogo iniziando il percorso di adozione dell’euro come unica moneta entro il 2014, senza che vi siano ulteriori ritardi cosi da neutralizzare il rischio della eccessiva volatilità del cambio e soprattutto quella di riportare l’iva al 19%, infatti la decisione presa lo scorso anno di alzarla  al 24% attuale, misura che comunque fu “imposta” dal FMI, ha prodotto un inflazione “politica” di quasi due punti percentuali.

Reperire risorse non è facile e tagliare ulteriormente pensioni e salari pubblici appare quantomeno politicamente rischioso nell’anno che precede le elezioni ma restano alcuni settori che fino ad oggi sono rimasti ai margini della vita polita ed economica romena quello delle privatizzazioni e quello dell’incentivazione nell’utilizzo dei fondi strutturali europei.

Riuscendo nella necessaria opera di attrarre investitori stranieri che con il co-utilizzo dei fondi europei possano creare valore e occupazione andando così ad incidere positivamente sul PIL ed andando ad ampliare la base imponibile significherebbe disporre di maggiori introiti da destinare al budget statale, magari prospettando anche una fiscalità di vantaggio per i primi tre anni. Dal capitolo delle privatizzazioni invece si potrebbe ricavare una somma considerevole che potrebbe essere messa a copertura dei minori introiti derivanti dall’abbassamento dell’aliquota dell’IVA, ed anche se questa non può essere considerata una misura strutturale avrebbe sicuramente un effetto positivo favorendo i consumi e di conseguenza la produzione di beni.

La riforma istituzionale di decentramento amministrativo immaginata dal governo porterà si alcuni benefici ma che avranno un impatto diretto sulla riduzione della spesa pubblica poco significativo, semmai potrà avere la sua efficacia nell’accelerazione dei processi decisionali ai livelli intermedi riducendo tutta una seria di aspetti burocratici  che oggi sono ancora troppo vincolanti e soprattutto troppo lenti.

Per fare scelte coraggiose non ci si deve nascondere dietro l’alibi dell’Europa ma si deve immaginare la visione di un progetto ampio ed incisivo che sia la somma sia di misure strutturali che potranno continuare ad avere efficacia negli anni futuri sia di misure che possano permettere una scossa immediata all’economia.


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