Due ponti e… a capo. Cultura in movimento

//   14 giugno 2018   // 0 Commenti

Martedì 19 giugno (ore 18,30) il primo appuntamento

con la presentazione del libro scritto da Marino Collacciani

con Marina Ripa di Meana “Ora ti curo io – Ho preso

il cancro per le corna” (Cuzzolin Editore)

 

Relatori i Presidenti Emanuele e Pietro Tornaboni, il Coautore Marino Collacciani, l’Editore Maurizio Cuzzolin e l’Avv. Nino Marazzita

 che tratterà il tema della “sedazione profonda palliativa continuata” -–

scelta da Marina Ripa di Meana per porre fine alle proprie sofferenze – alla luce dell’attuale orientamento giurisprudenziale italiano

 

Saverio Vallone leggerà alcuni brani del libro

 

Prossimo rendez-vous con “Due Ponti e… a  capo” martedì 16 luglio

alle ore 18,30 con il libro di Francesca Reggiani “Sono italiana ma voglio smettere”

 

L’ANIMA DEL PROGETTO

 

La cultura sportiva è ormai un assunto, un concetto sedimentato nell’immaginario ma di fatto raramente tradotto in termini concreti e fruibili, utilizzato e abusato quasi fosse data per scontata la dimostrazione dell’accostamento. Spesso anche azzardata e irricevibile, a fronte di troppe discrasie tra la retorica concettuale e la pratica quotidiana che porta spesso alla luce scandali legati all’illegale strumentalizzazione economica delle discipline sportive o all’utilizzo di sostanze dopanti per migliorare le prestazioni agonistiche. Occorre dare un nuovo format al concetto: un àbito, quello culturale, da indossare tutti i giorni, “in movimento”, con la borsa da ginnastica a tracolla. Così, con un numero sempre crescente di iscritti che hanno scelto il “Due Ponti” quale luogo deputato non solo allo sport – ma anche alla conoscenza, all’intrattenimento e allo scambio di opinioni – i presidenti dell’ormai storico Circolo Sportivo della Capitale, Emanuele e Pietro Tornaboni, hanno deciso di dedicare uno spazio adeguato ai momenti extra-sportivi dell’attività quotidiana.

Per farlo hanno predisposto una locandina in itinere, un percorso culturale da compiere “in movimento” grazie agli stimoli culturali di mostre d’arte, presentazioni di libri, tavole rotonde su temi d’attualità, compresi ovviamente quelli legati al variegato mondo dello sport. Il tutto con un’ampia apertura verso i suggerimenti delle Associazioni Culturali, divenute ormai a Roma il fil rouge dell’aggregazione, monitors costanti delle tendenze e delle esigenze della popolazione.

Insomma, un’equazione Socio/Società che può finalmente dare un significato di senso compiuto al concetto di cultura sportiva. Visto anche con l’occhio della solidarietà, con obiettivi di promozione di attività no-profit nei campi dell’assistenza socio-sanitaria e della ricerca medico-scientifica.

 

IL LIBRO

 

Per dare il via al ciclo di presentazioni è stato scelto il libro che Marino Collacciani –  “antico” socio del “Due Ponti”, storica firma de “Il Tempo” (inviato speciale, delfino delle cronache  degli “Anni di Piombo” e autore, tra l’altro, di due scoop memorabili: la scoperta del “massacro del Circeo” e l’arresto di Enzo Tortora) – ha scritto con Marina Ripa di Meana. Al tavolo dei relatori -  insieme con i fratelli Tornaboni, il Coautore Marino Collacciani, l’Editore Maurizio Cuzzolin – sarà protagonista l’Avv. Nino Marazzita, noto penalista e popolare giudice di “Forum”, affronterà il tema della “sedazione profonda palliativa continuata”, scelta da Marina Ripa di Meana per dare fine alle proprie sofferenze, alla luce dell’orientamento giurisprudenziale italiano. Il sensibile e poliedrico atto e regista Saverio Vallone -  reduce dal successo teatrale di “Capitan Ulisse” e in procinto di realizzare un film sulla Tosca -  leggerà alcuni significativi brani.

Un libro diverso dagli altri perché la protagonista ne è testimonial diretta e chi la “racconta”  la conosceva da 42 anni (nel 1976 fu il suo primo ufficio stampa). Un tempo sufficiente per fermare ed esplorare un segmento di vita inedito e personale che diventa non solo messaggio di solidarietà verso chi soffre, ma stimolo reale per un cimento da sostenere con forza e dignità. E, grazie a Marina, consente di rimodellare quel concetto di “male incurabile” che ha pesato a lungo nell’approccio agli interventi e alle terapie di chi ha affrontato l’esperienza di un tumore. Perché la malattia può renderti migliore: “Quando stiamo bene – sosteneva Marina – noi diamo per scontata la vita; invece, quando le forze diminuiscono, godi dei privilegi della giornata, delle cose belle”.

Così, “Ora ti curo io – Ho preso il cancro per le corna” (Cuzzolin Editore) diventa una sorta di testamento, uno spot verso un ottimismo non sfrenato bensì consapevole. Sta a ciascuno di noi coglierne i significati, destinando riflessione e applicazione agli accadimenti quotidiani di varia natura, anche con un sorriso che schizza fuori tra le pieghe del dolore. Un libro scritto a quattro mani, parole e musica dell’anima di entrambi gli autori, concetti e suoni plasmati dalla sensibilità, da esperienze personali o indirette, ma ugualmente vicine e decisive, capacità di mettere in discussione le proprie emozioni al cospetto di una realtà troppo più grande di noi per essere affrontata con la presunzione di ignorarne lo strapotere. Ma con la profonda consapevolezza di potersi sentire coraggiosi e fieri artefici di una battaglia.


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