Dopo la fine di Gheddafi chi verrà?

//   23 agosto 2011   // 0 Commenti

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Mentre le comunicazioni ci danno Gheddafi per spacciato, Saif Al Islam, uno dei figli, quelli che dovevano essere tutti arrestati come da informazioni delle agenzie di stampa, appare e rilascia interviste rilanciando le ipotesi che Gheddafi non è finito…. o che le trattative sono in corso, le informazioni sono oggettivamente poco affidabili, c’è molta propaganda da una parte e dall’altra.
Tutti esultano e alla fine per la Libia sarà il passaggio da un regime a una democrazia come la conosciamo noi? Le tribù – 500 circa – riusciranno a mettersi d’accordo per una stagione di libertà basata sulle elezioni e sull’alternanza? Dopo le bombe che la Nato continua a sganciare qua e là con le vittime degli effetti collaterali fra i civili, l’alleanza dovrà saper lavorare insieme ai paesi che fino ad oggi hanno alimentato la rivoluzione per aiutare davvero i libici; il popolo potrebbe però diventare la classica vittima che passa dalla padella alla brace: molti dei volti ” nuovi ” che si propongono alla guida del paese sono infatti ex uomini del raìs che si sono riscoperti improvvisamente filo occidentali e sicuri di essere così diversi da chi prima servivano e osannavano. Servivano Gheddafi solo per terrore o per opportunismo? E’ quello che anche oggi ne ammanta le intenzioni di una futura democrazia? Quanto il terrorismo islamico si anniderà e si svilupperà nel ” caos ” che, per quanto guidato, c’è sempre in un periodo di assestamento nel quale i controlli e la fame di democrazia sono alterati dall’euforia di popoli che, come quello egiziano, si battevano per cacciare il dittatore nella  speranza di un futuro migliore, ma poi non hanno tratto grande vantaggio dalla decapitazione di Mubarak. Sono invece certi i nuovi attriti con Israele come gli attentati recenti hanno dimostrato, l’area è da sempre un focolaio, come dimostra la Siria alla quale però, oltre a qualche rimbrotto, nessuno dei paesi ” illuminati ” dagli Usa in giù hanno ritenuto dover aiutare nel percorso verso la democrazia; Assad infatti continua nell’azione di feroce repressioni di chi si batte per un cambiamento, il Maghreb come tutto il Medioriente nei decenni ha dimostrato che ciò che appare spesso non è come avvenne con l’ Iran al tempo dello Scià che gli Usa tradirono e aprirono agli ayatollah…
Abbiamo visto come è andata e non sappiamo ancora come finirà, per ora sappiamo che uno dei maggiori pericoli per il mondo intero è rappresentato dall’oscurantismo antioccidentale che anima ” i fratelli musulmani amici e sostenitori dei kamikaze e dei miliziani di hamas “, quelli che ogni giorno uccidono in Iraq come in Afghanistan – altri territori dove la ricetta di esportazione democratica non ha ancora raggiunto il suo scopo- e  a chi festeggia la liberazione di Tripoli e della Libia non ancora giunta a risultato, diciamo che saremo tutti meno preoccupati quando sapremo chi verrà e soprattutto cosa farà dopo Gheddafi.


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