Dismissione degli immobili pubblici, patrimoniale, meno tasse sui redditi da lavoro bassi

//   2 settembre 2011   // 0 Commenti

755465 vacchi alberto“La, così come si viene delineando attraverso le informazioni che apprendiamo dalla stampa, agli imprenditori bolognesi non piace. Ci sembra una somma di provvedimenti fortemente recessivi priva di elementi strutturali, in cui si continua a guardare al breve anziché al lungo periodo.
In altre parole, è una manovra disattenta alle esigenze della crescita e dello sviluppo, che continua ad indebolire la competitività del nostro sistema industriale.
Ci saremmo aspettati che, come fa ogni famiglia prima di indebitarsi nuovamente, anche il nostro Governo fosse propositivo, dopo una ricognizione puntuale dei propri averi, ad un piano di dismissioni puntuale e articolato e non, come apprendiamo oggi, a sommarie indicazioni di volontà.

Di pari passo, un’imposta patrimoniale che colpisca le ricchezze là dove sono, anche se fastidiosa, potrebbe essere presa in considerazione nel momento in cui tutti siamo chiamati a dare segni concreti di impegno.
Così, si potrebbero liberare risorse per scelte virtuose, ad esempio ridurre i livelli di tassazione dei redditi da lavoro bassi, che più stanno subendo gli effetti di un ridotto potere d’acquisto e che rappresentano un potenziale rischio per la coesione sociale del nostro Paese.

Quanto all’articolo 8, non credo sia un elemento che marchi la differenza nell’ambito di una manovra economica. Al contrario, è materia complessa che dovrebbe essere discussa con le organizzazioni sindacali, quelle stesse organizzazioni che, tutte, hanno responsabilmente concorso all’accordo interconfederale del 28 giugno. Questo specifico argomento, quindi, meriterebbe una riflessione più lunga rispetto ai tempi che abbiamo per approvare la manovra stessa.
Per non generare dubbi nei vari attori che hanno relazioni con Unindustria Bologna voglio confermare che la sola via per uscire dallo stallo, e riprendere a crescere, è quella di aprire un dialogo credibile e responsabile tra le parti, e credo che il nostro modello territoriale possa essere di riferimento per il Paese.

Le posizioni di Confindustria a livello nazionale, sull’esigenza di una manovra forte, come sottolineato dalla presidente Marcegaglia, sono coerenti con il livello di allerta, e vogliono avere funzione di stimolo per il Governo: non si può indebolirne il contenuto nella ricerca di consensi, a tutela di un elettorato piuttosto che di un altro. Queste sono dinamiche di vecchia generazione che non reggono all’urto delle nuove ondate speculative globalizzate che prosperano proprio sulle incertezze della politica”.


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