Era stato già deciso dalla maggioranza degli italiani

//   4 agosto 2011   // 0 Commenti

Il passaggio formale è stato fatto, la presa di coscienza da parte di tutto il parlamento che una alternativa a questo Governo è molto difficile e anche Casini se ne fa una ragione. Il Presidente ha sottolineato ciò che già si sapeva: le nostre famiglie sono ricche rispetto agli altri paesi, la solidità delle banche, ecc… il programma che permise al centro destra di vincere le elezioni conteneva già le misure di ” emergenza ” che oggi appaiono irrinunciabili, quali riduzione delle spese, nuovo statuto del lavoro, ossia l’ovvietà di iniziative che appaiono oggi a tutte le forze responsabili del Paese come quelle che daranno segnali ai mercati”, rispondendo così anche agli appelli del Presidente Napolitano di fare squadra”. Ma perchè l’ Italia ha sempre bisogno di arrivare sull’orlo del precipizio per svegliarsi dal torpore e rendersi conto che non esistono vie alternative? La ricetta è sempre la stessa, ridurre la burocrazia, rendere le Camere più snelle, ammodernare il sistema mondo del lavoro, incentivare il Sud, dare garanzie agli investitori esteri che ci aiutino a costruire strade, ponti, le infrastruttureparlamento 300x175, risolvere i vincoli che diano certezza del diritto come le aziende che si trovano ad avere tutti i permessi per ampliare gli stabilimenti poi trovano i soliti centri verdi rossi e blu che con appelli al Tar bloccano tutto; insomma, quello che le forze sociali vanno dicendo da anni, quello che già dal primo governo Berlusconi era scritto, quel programma che aveva fatto vincere più volte la Lega, FI e Pdl alle elezioni. Pd e Idv chiedono il passo indietro al Presidente, anche qui niente di nuovo, sanno dire poco in alternativa, UDC più consapevole anche perchè ha più volte in passato avvallato queste ipotesi di ammodernamento del sistema. Quindi bastava non bloccare qualsiasi iniziativa che questo governo ha cercato di mettere in pista, il tempo passato a fare “casino politico”, all’italiana, vinciamo le elezioni poi vediamo, come ha fatto Fini con i suoi, mentre tutti quelli che avevano votato ci credevano; oggi si assisterà all’approvazione di idee e programma già scritte, quelle del centro destra o meglio quelle più vicine ai capisaldi di un liberismo moderato, il sindacato avrà la lungimiranza di cambiare la sua rigidità? Lo statalismo congenito da paese ex sovietico lo cambieremo? La riduzione di spesa passerà attraverso tagli dolorosi di dipendenti pubblici?
Le speculazioni internazionali non si fermano attraverso queste decisioni, l’Euro lo deve certamente difendere la BCE, l’ Italia deve fare la sua parte ma le regole che dobbiamo cambiare sono quelle che ci daranno rinnovata competitività per aumentare l’export dove siamo già forti secondi solo alla Germania, i fondamentali – a parte l’enorme debito pubblico-  sono buoni, anche questo già lo sapevamo, cominceremo a fare ora ciò che dovevamo fare prima? Speriamo che l’emergenza e la paura del baratro facciano fare alla politica della demagogia il salto di qualità e fare ciò che deve sempre essere fatto, l’interesse del Paese e degli italiani.


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